La logica binaria dell'ultimo Caproni

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2 parola e l’insita capacità di elogiare e mordere, di lodare e pungere, di entusiasmare e ribellarsi, nel medesimo istante. Seppure ancora fortemente limitata dalla mia giovane età e dalle molteplici e composite conoscenze che tutti gli studi critici richiedono, la mia predilezione per la poesia di Giorgio Caproni è stata immediata ed istintiva, proprio per i motivi finora indicati e per quella severa umiltà che aleggia sull’intera sua opera poetica. Oltre ai grandi temi caproniani come quello della madre o quello celeberrimo del viaggio, già lungamente dibattuti dagli studiosi, negli anni subito seguenti la morte del poeta, l’attenzione dei critici si è andata via via indirizzando verso nuove ed interessanti tematiche, continuamente arricchite da una larga ed in parte ancora sconosciuta documentazione privata del poeta, e da cui si diramano man mano le più recenti precisazioni e le indagini più dettagliate. Con questa mia ricerca ho voluto approfondire il concetto di negazione e identificazione degli opposti che si mostra come una delle costanti dell’ultimo Caproni, opposti che non danno mai luogo ad un’alternativa o ad un terzo elemento intermedio ed equilibratore, opposti che si presentano nella propria diversità e nell’abisso che li divide ma che a loro volta combaciano e si tramutano l’uno nell’altro. Caproni è, come giustamente afferma Pier Vincenzo Mengaldo , un poeta onirico e questa affermazione sembra paradossale se la si rapporta al suo intenso aderire alla realtà, non solo a livello linguistico. Pur non essendo un poeta cerebrale Caproni è il poeta dei quesiti esistenziali, e quanto più egli tocca i grandi temi della vita umana ( Dio, la morte, l’amore) tanto più il registro linguistico è consueto semplice e quotidiano. Illuminante è in questo senso il giudizio di Vittorio Sereni che ha rilevato in Caproni la perfetta compresenza di forte aderenza al reale ed al vissuto e simultaneamente di taglienti dichiarazioni d’inesistenza. Sereni afferma inoltre in questo senso che con la maturità e la crescente frantumazione della realtà, Giorgio Caproni mostra sempre più marcatamente la coesistenza di due pulsioni: quella verso il vissuto e la concretezza, e quella verso la poesia come idea di finzione, di rifugio, di inganno, di fuga. Sembra quasi che egli abbia bisogno di urtare contro la realtà per sentirsene realmente partecipe. Nell’ intricato regno dei contrari le opposizioni non si escludono ma piuttosto si rafforzano e in questo gioco delle parti intervengono anche le parole e le frasi altrui che servono al poeta non solo a variare registri e tonalità , ma a creare tra loro corrispondenze e parallelismi.

Anteprima della Tesi di Valentina Di Cesare

Anteprima della tesi: La logica binaria dell'ultimo Caproni, Pagina 2

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere

Autore: Valentina Di Cesare Contatta »

Composta da 125 pagine.

 

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