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Valorizzazione dell'area dell'ex fornace Lolli di Fusignano (RA): ipotesi di restauro e allestimento dei reperti industriali e di progetto di un nuovo polo di formazione professionale

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18 critica del settore si raccomanda che con il tempo gli interventi in archeologia industriale diventino sempre più sensibili e coerenti con il valore dell’oggetto industriale stesso mirando a migliorare la lettura del sito. Il ritardo italiano in archeologia industriale, dal punto di vista progettuale e delle realizzazioni di recuperi, è da ricercare nel ritardo stesso (circa 30 anni) con cui le rivoluzione industriale ha raggiunto e attraversato la nazione. La vocazione agricola del paese era ancora molto forte alla fine del XIX sec e i problemi politici di organizzazione e definizione dello stato unitario sottraevano le forze allo sviluppo industriale. Solo negli ultimi anni la locuzione ‘archeologia industriale’ sta acquisendo un significato nuovo per il popolo dei non addetti ai lavori. Alle parole ‘archeologia industriale’ non saltano più alla mente immagini direttamente tratte da ‘Il Capitale’ di Marx o dai racconti di Charles Dickens come fabbriche dalle ampie navate, piene di fumo, in cui i lavoratori si affaccendavano attorno a ingombranti macchinari. Anzi, l’archeologia industriale sta diventando sempre più un fenomeno di massa, l’interesse è uscito dalla ristretta cerchia di chi la studia ed è diventata oggetto di stupore e meraviglia di molti; si è trasformata in un fenomeno estetico a cui le massa si mostrano sensibili e non più soltanto un interesse scientifico e tecnologico di pochi addetti al settore. Iniziano addirittura ad essere compilate le prime guide rivolte a questa nuova categoria emergente di turisti. I maggiori siti industriali dismessi o le città con forti presenze di reperti archeologico industriali vengono presentate proprio come si trattasse di vere e proprie città d’arte. Sorgono, in giro per l’Italia, mille musei della tecnica e comunità locale che congestioneranno l’attenzione del visitatore, per cui si deve approfondire non tanto la musealizzazione di edifici industriali ma il percorso, il contesto, le relazioni che essi hanno generato e che ancora possono sviluppare. Percorsi dentro a paesaggi industriali! Non più archeologia industriale ma sito archeologico industriale! La nascita di questo interesse tra i profani è legato senz’altro al tipo di riuso che sta prendendo piede negli ultimi anni, ossia l’ecomuseo. Secondo la definizione internazionale, l’Ecomuseo è “un’istituzione culturale che assicura in forma permanente, su un determinato territorio e con la partecipazione della popolazione, le funzioni di ricerca, conservazione, valorizzazione di un insieme di beni naturali e culturali, rappresentativi di un ambiente e dei modi di vita che lì si sono succeduti”.
Anteprima della tesi: Valorizzazione dell'area dell'ex fornace Lolli di Fusignano (RA): ipotesi di restauro e allestimento dei reperti industriali e di progetto di un nuovo polo di formazione professionale, Pagina 6

Informazioni tesi

  Autore: Elena Giugni
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Ferrara
  Facoltà: Architettura
  Corso: Architettura
  Relatore: Andrea Alberti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 209

FAQ

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