Integrazione banca-assicurazione: il caso Unipol

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6    in considerazione una sola tipologia di rischio, il rischio di credito, si decise che il rapporto tra il patrimonio di vigilanza della banca e le voci dell’attivo, opportunamente ponderate in funzione della rischiosità dell’esposizione, dallo 0 al 100%, non potesse essere inferiore all’8%, secondo la proporzione: A partire dagli anni ’90, però, molti istituti hanno sofferto di una poco prudente gestione del credito: è diventato evidente che esistevano pesanti tare nell’ambito delle normative sulla base delle quali le banche erogavano il credito. Fu così che si dimostrò necessaria una nuova riunione per la definizione di rinnovate norme comuni per l’operatività delle banche. Il nuovo accordo di Basilea intende colmare le lacune normative del precedente impianto di leggi, stabilendo regole per una più accurata definizione dei rischi attraverso il miglioramento delle tecniche di misurazione. L’obiettivo che s’intende raggiungere è quello di garantire la stabilità del sistema finanziario e il mantenimento di condizioni di parità concorrenziale. Il cosiddetto accordo di Basilea II, articolato su tre pilastri, contempla nel primo, oltre il rischio di credito, anche il rischio di mercato e il rischio operativo. Il patrimonio di vigilanza effettivo che un ente creditizio dovrà detenere sarà pertanto pari alla somma dei patrimoni di vigilanza che devono fronteggiare le tre tipologie.

Anteprima della Tesi di Armando La Posta

Anteprima della tesi: Integrazione banca-assicurazione: il caso Unipol, Pagina 3

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Armando La Posta Contatta »

Composta da 177 pagine.

 

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