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Riflessioni filosofico-giuridiche sul fenomeno eutanasico in Italia

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6 o abbandonassero alla propria sorte tutti coloro che, in condizioni di vita durissime, non apparivano in grado di resistere nella lotta per la sopravvivenza. Ritornando al mondo greco possiamo ricordare un testo di Platone che, nel porre a confronto le arti mediche con quelle giuridiche, scrive: “Allora, insieme con tale arte giudiziaria, codificherai tu nel nostro stato anche la medicina nella forma da noi detta? Così, tra i tuoi cittadini, esse cureranno quelli che siano naturalmente sani di corpo e d’anima. Quanto a quelli che non lo siano, i medici lasceranno morire chi è fisicamente malato, i giudici faranno uccidere chi ha l’anima naturalmente cattiva e inguaribile.” 4 L’eugenia trovava una sua giustificazione nel fatto che le esigenze della polis avevano il predominio su quelle dei cittadini, per cui la vita dei singoli aveva senso solo se rapportata e se utile alla polis. D’altro canto il medesimo autore si esprime in termini chiari contro il suicidio, anche se sembra ammettere qualche eccezione; citiamo tra i diversi testi significativi quello in cui Platone dichiara di colui che si toglie la vita: “…privandosi violentemente della sorte assegnatagli dal destino, e che, senza che lo stato abbia ordinato per punizione la sua morte, né che sia costretto da qualche acerba e inevitabile sciagura capitatagli, né che sia colpito da qualche ignominia irreparabile e tale da rendere insopportabile la vita, ma per dappocaggine e per ignavia, prodotta da debolezza di spirito, infligge a se stesso una pena ingiusta. (…) Le tombe di coloro, che si sono distrutti in tal modo, siano, in primo luogo, non in comune con gli altri, in secondo luogo siano essi sepolti senza onori alle estremità delle dodici parti del paese, in luoghi incolti e senza nome; né vi siano cippi o iscrizioni a indicare le loro tombe.” 5 Platone qualificava quindi il suicidio come un atto di ingiustizia, in quanto l’uomo in esso affermava il possesso di una realtà che non gli era propria. La vita umana apparteneva esclusivamente alla divinità. Aristotele, nell’Etica nicomachea, presenta il suicida come persona che commette un’ingiustizia nei confronti della città ed affronta specificamente anche il caso dei malati o in genere di chi è sottoposto a situazioni di particolare disagio, citandoli come esempio mentre parla della virtù del coraggio: 4 Platone, La Repubblica, in Opere di Platone, vol. II, trad. it. di Ruggiero Bonghi, Colombo Francesco- Librajo ed., Milano, 1859, 125 e ss. 5 Platone, Le Leggi, in Opere di Platone, vol. II, trad. it. di Ruggiero Bonghi, Colombo Francesco- Librajo ed., Milano, 1859, 324 e ss.
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Riflessioni filosofico-giuridiche sul fenomeno eutanasico in Italia

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Informazioni tesi

  Autore: Serena Mattiuz
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Trento
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Scienze giuridiche
  Relatore: Maurizio Manzin
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 81

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Parole chiave

diritto alla/sulla vita umana
disponibilità/indisponibilità della vita umana
eutanasia
pratiche eutanasiche
sacralità/qualità della vita umana

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