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Riflessioni filosofico-giuridiche sul fenomeno eutanasico in Italia

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8 quindi è essenzialmente della collettività: perciò uccidendosi fa un torto alla società, come insegna il Filosofo. Terzo, la vita è un dono divino, che rimane in potere di colui il quale “fa vivere e fa morire”. Perciò chi priva se stesso della vita pecca contro Dio. 9 Infatti a Dio soltanto appartiene il giudizio di vita e di morte, secondo le parole della Scrittura: “Io solo sono Dio, e non v'è altro dio accanto a me. Io faccio morire e faccio vivere, ferisco e risano, e non v'è chi possa liberare dalla mia mano.” 10 Fondandosi sul principio biblico che soltanto Dio ha il diritto di disporre della vita e della morte, gli ebrei ed i cristiani condannarono l’omicidio sotto qualsiasi forma venisse perpetrato. L’età moderna si presenta con diversi volti e non è possibile ricondurla univocamente ad un unico filone di pensiero. Da un lato prosegue la linea di pensiero che vede nel suicidio un atto immorale e contrario al bene comune della società, dall’altro lato vi sono alcuni pensatori che sviluppano posizioni differenti. Posizione nettamente contraria al suicidio è espressa da Immanuel Kant, sulla base di argomentazioni laiche che si fondano sulla necessità di rispettare quell’ordine morale su cui si fondano tutti i doveri dell’uomo. 11 Sul versante che più ci interessa, dell’eutanasia in senso stretto, compare anche il termine in modo esplicito ed il suo uso sembra certo che risalga ad uno scritto di Francesco Bacone del 1605: “Dirò inoltre, insistendo su questo argomento, che il compito del medico non è solo quello di ristabilire la salute, ma anche quello di calmare i dolori e le sofferenze legate alle malattie; e questo non solo perché questo alleviamento del dolore, considerato un sintomo pericoloso, contribuisce alla guarigione e conduce alla convalescenza, ma inoltre per poter procurare al malato, quando non c’è più speranza, una morte dolce e tranquilla; questa eutanasia è una parte non trascurabile della felicità (…). Ma nel nostro tempo sembra che i medici ritengano loro dovere abbandonare i malati al momento della fine; contrariamente alla mia opinione, se essi fossero zelanti nell’adempiere il proprio dovere e di conseguenza rispettassero i propri doveri nonché le esigenze della propria professione, non risparmierebbero nessuna cura per aiutare gli agonizzanti ad uscire da questo mondo con maggior dolcezza e facilità. Ora, questa 9 Tommaso d’Aquino, Summa Theologiae, vol. VI, trad. it. a cura dei domenicani italiani, Salani, Firenze, 1949 – 1975, 235 e ss. 10 La Sacra Bibbia. Antico e Nuovo Testamento, cit. da 1° Samuele 2:6, 223 e ss. – Deuteronomio 32:39, 149 e ss., trad. it. di Luigi Moraldi, Rizzoli, Milano, 1973. 11 Cfr. I. Kant, Metafisica dei costumi, a cura di Giovanni Vidari, Laterza, Roma- Bari, 1991, 279.
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Riflessioni filosofico-giuridiche sul fenomeno eutanasico in Italia

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Informazioni tesi

  Autore: Serena Mattiuz
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Trento
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Scienze giuridiche
  Relatore: Maurizio Manzin
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 81

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Parole chiave

diritto alla/sulla vita umana
disponibilità/indisponibilità della vita umana
eutanasia
pratiche eutanasiche
sacralità/qualità della vita umana

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