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Il redditometro: questioni inerenti all'applicazione retroattiva

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derivare dal contrasto con una norma programmatica. Tutto ciò ha portato ad approfondire il concetto di capacità contributiva, al fine di valutare, di volta in volta, se una norma di legge ordinaria contrasti con esso. Oggi la dottrina dominante è concorde nel ritenere la capacità contributiva come l’idoneità economica dell’individuo a concorrere alle spese pubbliche, la quale si esprime attraverso indici economicamente valutabili, quali il patrimonio, il reddito, la spesa per consumi o investimenti; fenomeni, cioè, sempre suscettibili di valutazione economica. In presenza di questi indici, la prestazione tributaria trova la sua giustificazione nella mera possibilità economica (effettiva e reale, e non presunta o fittizia) di concorrere all'interesse collettivo, in ragione dell'esistenza di una ricchezza superiore alle esigenze dell'economia individuale del soggetto (concetto del minimo vitale). Mentre sarebbero incostituzionali imposte che colpissero fenomeni diversi, per esempio lo stato civile di una persona o caratteristiche fisiche. Questa interpretazione del principio di cui all’articolo 53 è stata accolta pienamente anche dalla Corte costituzionale che, nella sentenza numero 45 del 1964, stabilisce che: “Per capacità contributiva si deve intendere l’idoneità economica del contribuente a corrispondere la prestazione coattiva imposta”. Questi studi sul concetto di capacità contributiva, da parte d’importanti giuristi, hanno fatto venir meno l’originario significato vago ed indeterminato attribuito dagli economisti, per rivelare un concetto importante quale quello di forza economica. Di conseguenza l’articolo 53 della Costituzione cessa di essere una norma meramente programmatica, per diventare una norma precettiva, cioè con efficacia vincolante per il legislatore ordinario. L’articolo 53, primo comma, rappresenta, ora, non solo un criterio di misurazione del prelievo di ricchezza, ma anche il presupposto di legittimità dell’imposizione tributaria e si collega strettamente al principio di uguaglianza sancito nell’articolo 3 della Costituzione. Infatti da esso si desume che le prestazioni tributarie devono gravare in modo uniforme su soggetti che manifestano la stessa capacità contributiva, e in modo differente, secondo il criterio della progressività 16 , su soggetti che hanno manifestazioni di ricchezza differenti. Ogni prelievo tributario deve quindi avere una causa giustificatrice in indici concretamente rilevatori di ricchezza. E’ ovvio che al legislatore rimane una grande discrezionalità nello 16 L’articolo 53, secondo comma, della Costituzione stabilisce che: “Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”. 10
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Il redditometro: questioni inerenti all'applicazione retroattiva

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Informazioni tesi

  Autore: Andrea Leone
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Economia
  Corso: Consulenza professionale alle aziende
  Relatore: Maria Antonietta Salvetti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 80

FAQ

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Parole chiave

accertamento sintetico
accertamento tributario
efficacia norma
redditometro
retroattività

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