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La lotta per il riconoscimento di un'identità: la ''Primavera Nera'' in Cabilia

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5 Capitolo I LA DISGREGAZIONE DELLA SOCIETÀ TRIBALE 1. L’appropriazione francese delle terre cabile. La società tribale cabila dovette fare i conti con le forze disgregatri- ci, soprattutto dopo la sconfitta di Al Mokhrani nel 1872. Nonostante le di- verse ondate di conquista, susseguitesi nei millenni, un particolare non era mai stato messo in discussione: la proprietà della terra era sempre rimasta alle tribù, che avevano potuto proseguire nel loro modello sociale. La Francia decise invece di reagire con la requisizione di enormi porzioni di territori. La sua intenzione non era mai stata, in fondo, quella di occupare nuove terre per impadronirsi delle ricchezze, ma di ottenere nuovi possedimenti per coloro che volevano trasferirsi, alleggerendo la pressione demografica in patria. Le mire dei coloni e dell’amministrazione furono immediatamente attratte dalle terre più fertili. Nonostante, la Cabilia non fosse una regione pianeggiante, le sue culture tradizionali corrispondevano alle necessità di alcuni agricoltori francesi: vigneti e uliveti potevano trova- re il terreno ideale ai piedi del Djurdjura, e i coloni potevano trarne enormi guadagni. Eppure, le autorità francesi erano convinte di lasciare in mano ai locali abbastanza terre, da garantirne la sopravvivenza. Non si rendevano conto che, ogni tribù, basava la sua vita su tutto il territorio di sua proprie- tà, essere private di porzioni immense significava mettere in dubbio la stes- sa esistenza della società tribale. La situazione stava, però, diventando incontrollabile anche per Pa- rigi, che doveva affrontare frotte di nuovi coloni, che sbarcavano nei terri- tori algerini e li occupavano senza chiedere alcuna autorizzazione. Mette- vano, così, i governatori di fronte al fatto compiuto, e questi non potevano ammettere di cacciare dei Francesi per rendere delle terre agli autoctoni11. Il governo centrale decise, perciò, di impegnarsi per «salvaguardare la dignità degli sconfitti»12, promovendo la formazione scolastica dei musulmani e op- tando per un’integrazione completa nel governo francese, anche attraverso la riorganizzazione dell’amministrazione dei possedimenti. Per farlo decre- tò che tutte le terre comuni, di cui non venisse dimostrata la proprietà, sa- rebbero state considerate libere, e distribuite ai coloni. Le tribù non cono- scevano al proprietà privata, e non poterono dimostrare nulla, così persero il diritto di lavorare la gran parte dei loro terreni e, gli uomini, si videro costretti ad andare a chiedere lavoro nelle fattorie coloniali, come mezzadri o come braccianti. 11 Il termine “autoctoni” veniva consapevolmente usato dai Francesi. Così facendo, cercava- no di negare ogni implicazione nazionalista del termine Algerini. 12 J. Camion, riportato in C. R. Ageron, «Les Algeriéns musulmans et la France (1871-1919)», Parigi, 1968, pag. 478; tratto da Albert Hourani, «Storia dei popoli arabi», nota 2, p. 292, Mondatori Editore, Oscar Storia 1998, prima edizione 1992.
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La lotta per il riconoscimento di un'identità: la ''Primavera Nera'' in Cabilia

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Informazioni tesi

  Autore: Annalisa Pia
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Bianca MariaCarcangiu
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 181

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