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Metodi per una stima del bilancio del carbonio delle foreste a scala operativa: il caso della Basilicata

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1.INTRODUZIONE dall‟andamento temporale della Produzione Primaria Netta (NPP), dalla sua allocazione nelle di- verse componenti, dalla longevità delle radici, dai tassi di decomposizione radicale e dall‟ingresso di carbonio nella lettiera epigea e i suoi relativi tassi di decomposizione. Foreste mature indistur- bate mostrano uno scambio netto di carbonio con l‟atmosfera mentre le foreste giovani, in gene- re, hanno bilanci negativi. La produttività ecosistemica dipende dal tipo di foresta, dall‟età, dall‟ambiente fisico, dalla latitudine, dal clima (Valentini et al., 2000). Una gestione opportuna delle risorse forestali è dunque indispensabile nel quadro delle stra- tegie di azione tese ad apportare un significativo effetto nella riduzione della quantità CO atmo- 2 sferica (Borghetti et al., 2001). 1.3. La gestione forestale in Italia prima e dopo il protocollo di Kyoto Nel rapporto FAO sulle Risorse Forestali Mondiali del 2005 (FRA 2005), la superficie fore- stale italiana indicata è di circa 10 milioni di ettari, un terzo del territorio nazionale, che corrispon- de al 5% di quella totale europea, e conferisce all‟Italia il sesto posto della classifica dei paesi eu- ropei con la maggiore estensione forestale, insieme a Svezia, Finlandia, Spagna, Francia e Ger- mania (Russia esclusa) (UN/ECE-FAO, 2000). L‟Italia, fin dai primi anni novanta, ha intrapreso iniziative in ambito ambientale, che purtrop- po si sono rivelate insufficienti, ponendoci in una condizione di ritardo normativo rispetto al resto dei paesi europei. La gestione delle risorse forestali è stata indicata dall‟Italia come una delle misure per con- seguire, nel corso del primo periodo di impegno 2008-2012 del protocollo di Kyoto, la riduzione del 6.5% delle emissioni rispetto al 1990; per gli impegni sottoscritti dovrà riportare i bilanci tra assorbimenti ed emissioni dei gas serra per le attività relative all‟articolo 3.3 e 3.4 del Protocollo. L‟Inventario Nazionale delle Foreste e del Carbonio (IFNC) ha lo scopo, tra gli altri, di deter- minare il potenziale nazionale di fissazione del carbonio derivante dalla gestione forestale. Inoltre attraverso l‟istituzione del Registro Nazionale dei Serbatoi di Carbonio, sarà possibile la certifica- zione dei flussi di carbonio nel periodo 2008-2012 derivante da attività di afforestazione, rifore- stazione, deforestazione, gestione forestale dei suoli agricoli e dei pascoli. Le foreste italiane, come del resto quelle europee, si trovano al di sotto delle proprie poten- zialità di accrescimento a causa delle eccessive utilizzazioni operate in epoche recenti. Questa situazione potrebbe portare, attraverso un‟opportuna operazione di gestione forestale, ad un pro- cesso di espansione e di maturazione dei sistemi forestali, con conseguente incremento degli 7
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Metodi per una stima del bilancio del carbonio delle foreste a scala operativa: il caso della Basilicata

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Informazioni tesi

Autore: Francesco Fiorenzo
Tipo: Tesi di Dottorato
Dottorato in Progetto di ricerca
Anno: 2008
Docente/Relatore: Agostino ferrara
Correlatore: marcoBorghetti
Istituito da: Università degli Studi della Basilicata
Dipartimento: Scienze dei Sistemi Colturali, Forestali e Amb.
Lingua: Italiano
Num. pagine: 109

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Parole chiave

assestamento forestale
carbonio
ecologia forestale
foreste
geostatistica
interpolazione spaziale
kyoto
meteorologia
modelli forestali
produttività
remote sensing
telerilevamento satallitare

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