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Cina e Asia centrale: un ''Nuovo Grande Gioco'' o un antico Dingwei?

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Premessa Questa tesi di laurea nasce dalla mia passione, sotto ampi aspetti ancora superficiale, per la storia cinese. Tale interesse si è sviluppato gradualmente grazie ai diversi corsi d’insegnamento di storia e istituzioni dell’Asia orientale e delle aree circostanti presenti nel mio piano di studi. Dalle letture consigliate in tali corsi, è sostanzialmente nata l’idea di un lavoro che avesse ad oggetto le relazioni tra la Cina e l’Asia centrale: il primo obbiettivo dovrebbe essere quello di inquadrare storicamente tali relazioni nel contesto più generale delle vicende cinesi, con le loro fasi di apertura e chiusura, e con i loro continui cicli di ascesa e declino. Il tema centrale del presente lavoro è stato impostato, in larga misura, su una “percezione”: quella avvertita da alcuni studiosi di storia della Cina su una presunta “antica grandezza” cinese che, perduta con l’inizio delle guerre d’apertura dell’Ottocento e declinata vertiginosamente con gli sviluppi successivi, starebbe pian piano riaffiorando in superficie dopo esser stata per lungo tempo osannata, temuta, guardata con indifferenza o sospetto ma soprattutto relegata, in ultima istanza, nelle pagine di storia. Il tentativo di applicare questo discorso ai rapporti della Cina con la regione posta a nord-ovest dei suoi attuali confini dovrebbe rappresentare il secondo ed ultimo obbiettivo della tesi: in essa, le parti introduttiva e conclusiva sono dedicate principalmente a cercare di riassumere le idee e le opere degli autori in questione. In sostanza, la vicenda delle relazioni esterne di questo immenso paese con l’Asia centrale potrebbe costituire, di per sé, uno degli aspetti più spettacolari di un ritorno della Cina ad un ruolo geopolitico di centrale importanza nel complessivo contesto dell’area asiatico-continentale. Nondimeno, tale ruolo non sarebbe altro - in quanto storicamente realizzatosi nel corso dei secoli fino al suo progressivo declino iniziato nell’Ottocento - che una sorta di “ritorno al passato”: sinteticamente, il segnale più evidente del definitivo superamento dell’esperienza semicoloniale sperimentata dalla Cina nel corso del XIX e XX secolo. La scelta del “come” riepilogare questa particolare storia dovrebbe costituire il tratto più caratteristico e personale, o al limite oscuro, del presente lavoro, articolato in quattro capitoli. Ognuno di questi capitoli cerca di trattare un tema particolare e in qualche modo distinto da quello degli altri: eppure, si spera, essi dovrebbero convogliare complessivamente in un’unica direzione, quella del grande “ritorno” della Cina nel continente eurasiatico. Così, in linea con quanto detto sin ora, le quattro parti dovrebbero cercare di riepilogare, rispettivamente: il periodo storico della “perdita” del primato geopolitico della Cina nei confronti dell’area asiatica in generale; il tema della ricostruzione storica di tale “primato” nei confronti della “subregione” specifica dell’Asia centrale; la premessa indispensabile ed imprescindibile per la riproposizione in chiave moderna di tale “primato” geopolitico perduto nell’Ottocento; la definitiva “chiusura del cerchio” con il “ritorno” della Cina in Asia centrale. Nel complesso, i limiti del lavoro svolto sono già implicitamente definiti dall’immenso arco temporale preso in considerazione: circa due mila anni. A parte il rischio costante di cadere nell’ovvio, il secondo capitolo è quello che, tra le altre considerazioni, necessita delle maggiori giustificazioni. Esso è stato titolato “La Via della Seta”, intendendo, con tale espressione, il maggior “strumento” utilizzato dell’Impero cinese per costruire e consolidare il suo ruolo di primaria importanza nei riguardi dell’area centroasiatica: in quanto tale, si è cercato di adoperare la “categoria” d’analisi “via della seta” come un “fattore relazione” tra la Cina e l’Asia centrale, allo stesso modo in cui si è utilizzata, ad esempio, l’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO) nella sezione finale. Gli stati dell’Asia centrale, antichi o moderni, non sarebbero mai stati dei fantocci liberamente manipolabili dal loro grande e sovrastante vicino. Le relazioni tra 3
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Cina e Asia centrale: un ''Nuovo Grande Gioco'' o un antico Dingwei?

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Informazioni tesi

Autore: Andrea Argiolas
Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
Anno: 2007-08
Università: Università degli Studi di Cagliari
Facoltà: Scienze Politiche
Corso: Relazioni internazionali
Relatore: AnnamariaBaldussi
Lingua: Italiano
Num. pagine: 188

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