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Cina e Asia centrale: un ''Nuovo Grande Gioco'' o un antico Dingwei?

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nel mondo cinese, con tutte le sue componenti” 42 : i segnali di questa più generale appartenenza, sarebbero dati dall’utilizzo, mutuato dall’antico centro cinese, della cerealicoltura intensiva, di istituzioni politiche forti e della scrittura in caratteri 43 . Tutto ciò sarebbe d’altronde in linea con la teoria confuciana, secondo la quale il mondo intero sarebbe raffigurato da un quadrato, mentre il cielo rappresenterebbe un cerchio: la proiezione del cielo inscriverebbe appunto un cerchio sulla superficie della terra che dovrebbe equivalere al Tianxia, dimora dell’Impero cinese, il solo “centro”, in tutto il mondo, a poter godere degli influssi celesti 44 ; i quattro settori esterni, i “quattro mari”, privi di tali influssi, sarebbero dimora dei barbari (yi), dei demoni e dei mostri marini. In conseguenza di tutto ciò, “ai capi politici di tali popoli esterni non è possibile, per motivi di principio, di entrare in contatto, su un piano di parità, con l’imperatore cinese” e, proprio a causa di questo motivo, “la nozione stessa di “rapporti internazionali” è priva di senso” 45 . Tuttavia, lo studioso John King Fairbank, ci autorizza a pensare tali relazioni come ad una sorta di proiezione “esteriorizzata” dell’ordine politico-sociale di stampo confuciano vigente all’interno della Cina: in estrema sintesi, ad un livello puramente teorico, sino-centrismo, struttura gerarchica e ineguaglianza nei rapporti sarebbero stati i principi attraverso i quali l’Impero cinese avrebbe impostato i suoi contatti con l’ambiente esterno circostante 46 . Tra le società dell’Asia orientale, si sarebbe dunque formato un “network” di relazioni così caratterizzate, un sistema, una sorta di “ordine internazionale” incentrato sulla Cina che, sebbene “international and even interstate do not seem appropriate terms for it”, potrebbe definirsi in conclusione un “Chinese world order”, la cui stessa esistenza presupponeva un assunzione preliminare circa la superiorità cinese nei confronti dei popoli vicini 47 . Questa proiezione esteriorizzata dell’ordine interno all’Impero cinese, avrebbe configurato una serie di relazioni con tre distinti gruppi di popoli e paesi stranieri. Il primo gruppo, sarebbe costituito dalla cosiddetta “area sinica”, formata dai paesi fortemente influenzati dalla cultura cinese come quelli sopra citati; il secondo gruppo, entro il quale dovrebbe rientrare parte della regione definita in precedenza Asia centrale post-sovietica, era composto dalle “tributary tribes and states of the nomadic or seminomadic peoples of Inner Asia”, popolazioni con caratteristiche etniche e culturali proprie e distinte da quelle cinesi, e situate dunque all’esterno o ai margini dell’area culturale cinese; in quanto impero di portata universale, infine, il sistema del Tianxia poteva estendere le sue relazione verso “the Outer Zone, consisting of the “outer barbarians” (wai-yi) generally, at a further distance over land or sea, includining eventually Japan and other states of Southeast and South Asia and Europe that were supposed to send tribute when trading” 48 . In teoria, dunque, tutte queste relazioni erano considerate dall’”Impero di Mezzo” relazioni di tipo tributario, con l’ovvia conseguenza di ridurre tutti i partner della Cina a meri vassalli; ma solo in teoria, poiché bisognerebbe tenere a mente che “the concept of the “tribute system” is a Western invention for descriptive purposes” 49 . 42 Enrica Collotti Pischel, Contraddizione della liberazione nazionale: l’Indocina, in Enrica Collotti Pisshel, La democrazia degli altri, op. cit., p.156. 43 Ibidem. 44 J. Chesneaux, M. Bastid, La Cina, op. cit., p. 11. 45 Ibidem. 46 John King Fairbank, A preliminary framework, in John King Fairbank (edited by), The Chinese World Order, Traditional China’s foreign relations, Cambridge, 1968, p. 2. 47 Ibidem. 48 Ibidem. 49 Mark Mancall, The Ch’ing tribute system: a interpretive essay, in John King Fairbank (edited by), The Chinese World Order, Traditional China’s foreign relations, op. cit., p. 63. 14
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Cina e Asia centrale: un ''Nuovo Grande Gioco'' o un antico Dingwei?

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Informazioni tesi

  Autore: Andrea Argiolas
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Relazioni internazionali
  Relatore: Annamaria Baldussi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 188

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