Cina e Asia centrale: un ''Nuovo Grande Gioco'' o un antico Dingwei?

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cinesi 17 . Questa fase di predominio asiatico nei confronti dell’occidente si sarebbe chiuso – come mostrano i fatti odierni non definitivamente - con l’intrusione delle potenze europee in Cina: “in conclusione, ci sembra corretta la tesi secondo cui, il crollo repentino dell’economica cinese, ma anche di quella indiana, a partire dagli inizi dell’Ottocento, non fu dovuto a fattori endogeni o a qualche catastrofe naturale, bensì fu un prodotto della colonizzazione occidentale, soprattutto britannica, anche se va subito aggiunto che l’Impero del Centro mostrava già di per sé evidenti segni di una crisi profonda” 18 . Ancora più interessanti, ai fini del nostro discorso, i dati geopolitici della regione dell’Estremo Oriente, i quali, secondo gli autori, non possono che partire da un’analisi del ruolo cinese e dalla sua tradizionale autopercezione di Centralità. D’altronde, la Cina è stata per secoli, ed è tutt’ora, il Zhongguo, il “paese del centro”, centro che avrebbe due fondamentali funzioni, una politica e l’altra culturale. Sul primo versante, esso implica, all’interno del paese, “tensione verso l’unità dello stato”, con la conseguenza che “l’unità territoriale è considerata – anche oggi – il massimo valore politico e quindi il fattore primo dell’interesse nazionale 19 ; nei confronti del mondo esterno, invece, “la centralità è percepita come un acuto senso di vulnerabilità”, entro il quale vi sarebbero forti spinte alla percezione di “accerchiamento”, con il risultato che le due “ossessioni geopolitiche” della Cina riguarderebbero da una parte la frammentazione politica e, dall’altra, la minaccia straniera 20 . Sul versante culturale, “la rappresentazione della centralità è associata alla nozione di universalità e trova espressione nel concetto di Tianxia, letteralmente “ciò che sta sotto il cielo”: un impero potenzialmente universale da cui si irradiano i valori della civiltà, che i popoli vicini possono far propri per entrare nel Tianxia” 21 . Legittimo governante di questo universo etico-morale era, in base al “mandato del cielo” (tianming), l’imperatore dello “stato del centro”, il “Figlio del Cielo”, contro il quale i sudditi erano tuttavia autorizzati alla “rivoluzione” in caso di gestione del potere moralmente indegna: ciò era quanto avveniva allorché il cielo, attraverso dei segni ritenuti convenzionali, quali le calamità naturali e le rivolte contadine che di norma precedevano la fine del ciclo dinastico, revocava a sé il “mandato” (geming) per trasferirlo ad una nuova dinastia 22 . Da quanto detto emergerebbe che, tutto ciò “che era fuori dal controllo del “Figlio del Cielo”, cioè il resto del mondo, era caos, disordine etico-culturale e quindi politico”. In conclusione, “la Cina è il “paese del Centro” (Zhongguo) perché è il mondo della civiltà (Tianxia) da cui si irradiano i valori” e, in quanto tale, “la Cina non è semplicemente uno stato ma è anche una Civiltà” 23 . Caratteristica intrinseca di questa grande e antichissima civiltà, sarebbe una naturale spinta all’espansione: dal bacino del Fiume Giallo, “culla della civiltà cinese”, essa si sarebbe “estesa a macchia d’olio in tutta la Cina continentale, nelle sue marche e propaggini marittime e, in tempi e modi diversi, nei paesi vicini, vale a dire nella penisola coreana, nell’arcipelago giapponese e in un paese del sud-est asiatico, il Vietnam, fortemente sinizzato” 24 . 17 Ivi, p. 19. “Tra le tante invenzioni che l’Europa direttamente o indirettamente deve alla Cina, e tra le ancor più numerose tecniche tardivamente giunte in Occidente ricordiamo la balestra come arma individuale, la trivellazione profonda, la porcellana, i mantici a pistoni, bussole magnetiche di vario tipo, la sospensione cardanica, il timone diritto di poppa, la polvere pirica, la carta, la stampa xilografica, la stampa a caratteri mobili”. 18 Franco Mazzei, Vittorio Volpi, Asia al Centro, op. cit., p. 19. 19 Ivi, p.36. 20 Ibidem. 21 Ivi, pp. 36-37. 22 Ivi, p.37. 23 Ibidem. 24 Ibidem. 8

Anteprima della Tesi di Andrea Argiolas

Anteprima della tesi: Cina e Asia centrale: un ''Nuovo Grande Gioco'' o un antico Dingwei?, Pagina 6

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Andrea Argiolas Contatta »

Composta da 188 pagine.

 

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