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Prevedere la Loss Given Default nelle banche: fattori rilevanti e downturn LGD. Il caso di Banca Popolare di Sondrio.

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16 Interrogativi di ricerca Al di là delle difficoltà tecniche legate alla predisposizione di basi dati efficienti per la stima della workout LGD, nel corso della tesi si vuole evidenziare come concettualmente i valori di LGD derivanti da una metodologia attuariale possono naturalmente svincolarsi dalle puntuali situazioni del ciclo economico. Questo è specialmente vero in un contesto, come quello italiano, caratterizzato da numerose procedure di recupero dalle lunghe tempistiche (cfr. Grippa, Iannotti e Leandri, 2005). 1. E’ possibile, come appare plausibile, che da studi “ad hoc” basati su la workout LGD, all’interno di realtà bancarie italiane, si possa addivenire a risultati in parte diversi rispetto a quelli fin qui raggiunti mediante l’impiego di LGD di mercato, nella direzione di una minore correlazione fra PD e LGD 13 ? Un ulteriore elemento di complessità dell’indagine relativa allo studio della relazione fra tassi di recupero e tassi di insolvenza all’interno della attuale realtà italiana è sicuramente costituito dalla peculiare difformità di definizione del concetto di insolvenza utilizzata nello sviluppo dei modelli di LGD, per i quali si utilizzano i dati dei discounted cashflows relativi ai recuperi delle posizioni a sofferenza (tipicamente uno stato “assorbente”). La considerazione delle sofferenze è sicuramente dettata dalla disponibilità da parte delle banche di più puntuali e profonde serie storiche dei recuperi, ma non considerando situazioni “meno estreme” e “reversibili” di insolvenza (quali Incagli, Crediti scaduti, ecc…) conduce inevitabilmente ad alcuni problemi: in primo luogo, ad un evidente sovrastima dei tassi di LGD, che sono tradizionalmente rettificati al ribasso dalle banche mediante l’applicazione ai valori stimati di opportuni cure rate, che da un lato esprimono la probabilità di ricadere in uno stato di sofferenza “non/poco assorbente” e dall’altro la misura della probabilità di ritorno “in bonis”, da un tale stato. 2. E verificabile, come appare plausibile ipotesi di lavoro, che benché si possa ritenere improbabile una forte correlazione fra stato dell’economia e tassi di recupero relativi a un concetto di workout LGD limitato unicamente alle sole sofferenze, questo non sia probabilmente vero per quanto attiene ai fattori determinanti della stima di un corretto tasso di cure rate? E’ rilevabile una relazione inversa fra i livelli dei cure rate effettivi di 13 Si evidenzia che già in numerosi casi è stato sottolineato come non necessariamente i picchi nei tassi di perdita (LGD) e nei default (PD) debbano essere contemporanei e come, a seconda dei prodotti e delle realtà specifiche di banche diverse, si possano osservare “fasi recessive” diverse nei tassi di recupero, più o meno svincolate fra di loro (p.es. a seconda della natura delle garanzie implicite o esplicite), rendendo complesso il problema di definizione di una DLGD (cfr. RMA-CWG, 2005b).
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Informazioni tesi

  Autore: Alessandro Turri
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Milano - Bicocca
  Facoltà: Scienze Statistiche
  Corso: Statistica economica, finanziaria ed attuariale
  Relatore: Matteo Pelagatti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 297

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