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SARDignità. Interiorizzazioni mediatiche e pratiche autorappresentative in Sardegna.

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In questo senso si fa allora riferimento alle nozioni di divario tecnologico e divario di rappresentazione che sono presenti in maniera abbastanza evidente nella società presa in esame uno squilibrio nei processi di produzione e distribuzione delle informazioni non solo causato da disparità economica ma anche di competenza. Uno squilibrio che da un lato ha ritardato o comunque reso più difficili le interiorizzazioni di quelli che sono stati di volta in volta i nuovi media ma che al contempo ha nutrito, rafforzato e portato a rinnovare le pratiche di comunicazione e memorizzazione orale. Nozioni che logicamente si vanno allora a toccare nella trattazione sono allora quelle di traduzione mediatica (per cui i contenuti pensati per essere veicolati con un determinato media sanno in qualche modo integrarsi con un altro) e quello di autorappresentazione (ossia tutte quelle rappresentazioni create all’interno di un certo contesto dagli stessi soggetti interessati da un determinato evento) Il capitolo si conclude con un accenno a quella che Ong definisce “oralità di ritorno”, o secondaria, ossia quella generata con gli sviluppi del fissaggio in un supporto e della trasmissione delle entità sonore che ha portato in un primo tempo (quello legato alla diffusione dei mezzi della comunicazione di massa quali radio, cinema e televisione) a una rilegittimazione dell’oralità e in un secondo tempo (quello legato ai media convergenti, digitali e on-line) a una suo uso più collettivo e partecipante. 2) Spazi: Il secondo capitolo cerca di focalizzare l’attenzione su quello che risulta essere il contesto locale di riferimento: la Sardegna; un isola mediterranea, letteralmente “in mezzo alle terre” e di conseguenza solo parzialmente modello di isolamento, (ossia isolata solo in determinati spazi e tempi non coincidenti), fattore che ne fa un lieto esempio di “melting-pot radicato” dove nativi e migranti, Oriente e Occidente, Nord e Sud del mondo si trovano miscelati in un contesto raramente studiato nella sua effettiva complessità culturale. A questo proposito si mette in evidenza il fatto che nell’uso corrente il termine “Cultura Sarda” è un concetto aperto formato da membri legati tra loro da somiglianze di famiglia e non dalla condivisione di una nota caratteristica. Somiglianze che più che derivare da nessi etnici, identitari o politici, trovano unità in quel carattere di determinatezza che l’insularità geografica comporta e che fa della Sardegna una realtà culturale (oltre che spaziale) particolarmente interessante. I flussi con l’esterno infatti, sono in un isola come la Sardegna un qualcosa di più facilmente identificabile, anche se, come in qualsiasi contesto, di difficile generalizzazione. Senza voler necessariamente fare riferimento al carattere odierno di Sardegna come Regione Autonoma della Repubblica Italiana, essa rimane un contesto si influenzato dalle varie culture e governi con cui le popolazioni che l’hanno abitata hanno avuto a che fare, ma anche e soprattutto nutrito dalle azioni e le pratiche che in tale contesto hanno trovato un’originale evoluzione e una stratificata specificità. 13
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SARDignità. Interiorizzazioni mediatiche e pratiche autorappresentative in Sardegna.

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Informazioni tesi

  Autore: Claudia Curreli
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Carlo Sorrentino
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 91

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Parole chiave

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antrolpologia
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