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SARDignità. Interiorizzazioni mediatiche e pratiche autorappresentative in Sardegna.

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Seguono poi il rifiuto o l’interesse, l’ignoranza o l’uso. Abituarsi a considerare la dignità come valore guida di qualsiasi cultura e soprattutto di una minoritaria, come quella sarda, è come allenare la mente ad un nuovo modo di concepire la realtà; o meglio un nuovo modo di organizzarla e condividerla. In sintesi: un nuovo modo di usarla. Più che nuovo, forse, semplicemente sconosciuto, o quasi. Molte culture minoritarie e organizzazioni per la tutela della ricchezza culturale hanno fatto e stanno facendo appello al valore della dignità per accrescere l’autocritica e l’autostima dei propri componenti e per la tutela, l’innovazione, il confronto e l’intreccio dei patrimoni cultuali umani. Per farlo si stanno già da tempo appoggiando alle nuove tecnologie di comunicazione. I media di comunicazione, registrazione e trasmissione, sia tradizionali che analogici, hanno trovato nelle memorie virtuali degli hard-disk, nei supporti di registrazione digitale e nelle reti integrate fisiche e immateriali 3 , non dei sostituti ma dei compagni; con una grande differenza: la possibilità di integrazione e interazione, oltre che una maggiore accessibilità, un più largo raggio d’azione in meno tempo. Oggi con un computer collegato alla rete si può accedere a un numero di dati in continua crescita. Con lo stesso mezzo si possono pubblicare (creare, memorizzare e arricchire) un numero di dati per la cui diffusione, fino a pochi decenni fa, occorrevano forti investimenti di mezzi, di tempo e di denaro che solo in pochi potevano permettersi. Per quanto il computer e le reti integrate non siano ancora facilmente accessibili soprattutto economicamente a molte fasce della popolazione in tutti i paesi del mondo, è evidente che rispetto ai “nuovi media del passato”( quali sono stati ai loro tempi la scrittura, la stampa, la radio eccetera) mai un “nuovo media” è stato altrettanto fruibile e usabile in maniera così estesa e in così breve tempo al di fuori dei poteri ufficiali e dominanti, ossia le classi dirigenti, mercantili o prettamente intellettuali. I primi entusiasmi scaturiti per le possibilità di una migliore distribuzione della conoscenza e delle informazioni all’interno delle società si sono dovuti però ridimensionare non solo a causa dei costi –troppo spesso elitari- delle nuove tecnologie ma anche per la difficoltà legata ai processi d’apprendimento e aggiornamento ad esse legate ed indispensabili per un utilizzo consapevole dei nuovi media. In effetti i nuovi media possono contribuire all’organizzazione e la creazione di visioni interdipendenti dal basso solo a patto di una loro conoscenza estesa e legittimata da un uso collettivo, pubblico e polifonico. Senza questi 3 Create dalla sovrapposizione di rame, fibra ottica, satellite e wireless. 18
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SARDignità. Interiorizzazioni mediatiche e pratiche autorappresentative in Sardegna.

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Informazioni tesi

  Autore: Claudia Curreli
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Carlo Sorrentino
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 91

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Parole chiave

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