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Il marmo: dal distretto lapideo di Carrara al recupero della competitività nel mercato internazionale. Il caso empirico: Campolonghi Italia S.p.a.

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Inga Serena Faita L oro delle Apuane Il marmo: dal distretto lapideo di Carrara al recupero della competitivit nel mercato internazionale. Il caso empirico: Campolonghi Italia S.p.a. 9 1.1 Storia del Marmo Un primo uso antichissimo del marmo apuano Ł documentato da recenti ritrovamenti di stele funerarie nella piana di Querceta appartenenti alla prima met del I millennio a.C., riferibili alla cultura proto etrusca, anche se l attivit mar mifera vera e propria prende avvio nel 155 a.C. dopo la vittoria definitiva del console Claudio Marcello sui Liguri Apuani. Nel complesso, le fonti letterarie romane permettono una panoramica sui gusti e tendenze nell impiego del marmo e l identificazione delle fo nti di approvvigionamento dei marmi bianchi e policromi che avevano larga diffusione nella Roma Imperiale; infatti gi nel I secolo a.C i marmi di Luni vengono impiegati nella costruzione di importanti edifici pubblici come il Tempio di Venere Genitrice nel Foro di Cesare, il tempio di Marte Ultore nel foro di Augusto e l Ara Pacis Augustae. L interesse dei romani per l oro delle Apuane Ł sicuramente da ricondursi alla forte influenza esercitata dalla civilt ellenica, dove maestosi te mpli e costruzioni, rigorosamente in marmo greco, indicavano la ricchezza e il potere delle polis. Da questo popolo, Roma trae l ispirazione per sviluppare propri usi, costumi, attivit ricreative, gusto estetico ma anche e sopratutto tecniche di lavorazione che, impiegate nelle cave Apuane per l estrazione del marmo, permettono poi di sviluppare sistemi di organizzazione del lavoro propri. Sono, infatti, gli stessi Romani a costruire strumenti specifici come lo scalpello, vari tipi di mazzuolo e mazza, leve, attrezzi in ferro e vari tipi di macchine complesse per il sollevamento e lo spostamento dei blocchi, anche con un sistema di "scivolo controllato", per permettere un estrazione del materiale piø veloce e consona a questo periodo, epoca di Augusto e Marco Aurelio, di massima produzione di marmo1. Luni diventa dunque la citt splendida , che rifor nisce Roma del materiale per la costruzione del Tempio di Apollo Palatino, del Foro Traiano, dell Arco di Domiziano e molti altri monumenti della classicit romana, ma il suo splend ore e fermento sono segnati dalla caduta dell impero romano, a partire dal quale l industria marmifera subisce una battuta d arresto. Solo nel XII secolo, emergono nuovi segnali di ripresa dell attivit marmifera, documentati da atti notarili redatti poco dopo il diploma imperiale di Federico Barbarossa del 1185, riferiti a forniture di marmo dirette verso il porto di Genova. Da questo momento in poi, il marmo trova applicazione nelle grandi chiese romaniche (Duomo di Pietrasanta, Duomo di 1 A. M. Orlando, Evoluzione del Lavoro, documenti sul progresso e sviluppo del lavoro italiano nell industria, agricoltura commercio e finanza, pag. 34
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Informazioni tesi

  Autore: Inga Faita
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze economico-aziendali
  Relatore: Edoardo Staiti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 179

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