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Il marmo: dal distretto lapideo di Carrara al recupero della competitività nel mercato internazionale. Il caso empirico: Campolonghi Italia S.p.a.

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Inga Serena Faita L oro delle Apuane Il marmo: dal distretto lapideo di Carrara al recupero della competitivit nel mercato internazionale. Il caso empirico: Campolonghi Italia S.p.a. 10 Sant agostino, Duomo di Siena, Duomo di Orvieto) che determinano la nuova fortuna della pietra apuana; nelle monumentali realizzazioni di Piazza dei miracoli, del Campanile di Giotto, della Cupola del Brunelleschi, e successivamente nella produzione statuaria, grazie alla quale gli scultori iniziano a frequentare Carrara per scegliere personalmente i blocchi, per sbozzarli sul posto prima del trasporto. Cliente d eccezione Ł Michelangelo Buonarroti che trae dalle cave di Carrara il marmo per il David e la Piet e dalle cave di Ceragiola per l Opera di San Pietro. La produzione delle cave carraresi diventa dunque nota grazie ai grandi edifici del culto e dei palazzi pubblici e privati ed inizia ad attrarre l interesse di stranieri: Olandesi, Francesi ed Inglesi che si fanno promotori delle prime esportazioni. Flessioni ed aumenti della produzione si alternano nel corso degli anni seguendo il corso delle vicende di ordine politico economico che colpiscono la famiglia dei Medici. Solo l intervento di imprenditori esteri, soprattutto inglesi, determina la ripresa fin dagli inizi del XIX secolo, grazie all introduzione di capitale straniero permettendo al marmo apuano di affacciarsi ora anche i paesi dell Estremo Oriente. La dimostrazione del grande interesse estero verso il prodotto lapideo si evince dal fatto che l esportazione assorbe, in questo periodo, la gran parte del prodotto estratto dalle cave, mantenendo un andamento positivo anche negli anni dell unit d Italia, nonostante periodicamente si v erifichino contrazioni della domanda a causa della politica protezionistica adottata dagli Stati Uniti. Ancora flessioni ed aumenti delle esportazioni, connessi questa volta all andamento delle tariffe doganali estere, segnano la produzione marmifera dei primi anni del 900, tuttavia la competitivit del prodotto apuo versiliese viene fo rtemente sostenuta, sopratutto dal basso costo della manodopera locale, tanto da permettere uno sviluppo dell industria marmifera in Apuania (comune nato nel 1938 dall unione di Massa, Carrara e Montignoso e durato fino al 1946). Dalla fine dei conflitti mondiali ad oggi, il marmo apuano, pur risentendo di periodiche crisi, dovute ad andamenti incostanti della domanda, al variare delle mode, all introduzione di materiali alternativi e a fatti politici internazionali, ha mantenuto un alto livello di prestigio; tuttavia la sfida che si trova a dover affrontare oggi l industria marmifera Ł legata alla forte concorrenza di paesi esteri quali Cina e Turchia, al recupero della competitivit del distretto, e al formarsi di una cultura sempre piø attenta all ambiente e alla salute del territorio locale.
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Il marmo: dal distretto lapideo di Carrara al recupero della competitività nel mercato internazionale. Il caso empirico: Campolonghi Italia S.p.a.

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Informazioni tesi

  Autore: Inga Faita
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze economico-aziendali
  Relatore: Edoardo Staiti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 179

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