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I poteri istruttori delle commissioni tributarie alla luce della sentenza n. 109 del 29/03/2007 Corte Costituzionale

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4   1.1 CENNI STORICI Negli ultimi 50 anni i caratteri delle commissioni tributarie hanno subito una continua evoluzione. Il passaggio dal r.d. dell’8 luglio 1937, n. 1515 1 , al d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 636, in effetti, ha visto una difficile transizione da un procedimento di stampo marcatamente amministrativistico ad uno di stampo giurisdizionale. Ciò ha necessariamente condotto la dottrina a riformulare molte delle posizioni assunte con riguardo a diversi istituti e fasi del procedimento stesso. La connotazione amministrativistica era particolarmente manifesta proprio in materia di istruttoria 2 , dove diversi istituti connotavano il giudizio tributario quale naturale prosecuzione dell’istruzione amministrativa, con il dominus del processo libero di istruire la pratica individuando d’ufficio tutte le fonti conoscitive necessarie alla propria decisione 3 . Considerato l’antecedente storico e i rapporti fino ad allora sussistenti tra organo decidente e uffici dell'amministrazione finanziaria, è evidente come, pur in presenza di un passaggio epocale dalla tutela fornita dalle disposizioni del r.d. del 1937 a quella offerta dal d.P.R. n. 636 del 1972, parte della dottrina (e, ancor più, della giurisprudenza) continuasse ad interpretare la struttura portante della nuova giurisdizione in senso marcatamente inquisitorio, non solo con riferimento all’individuazione degli elementi                                                             1 Riguardo ai principi regolatori del processo, le disposizioni applicabili innanzi alle Commissioni amministrative per le imposte dirette e indirette erano dettate negli artt. da 22 a 37 del d.l. 7 agosto 1936, n. 1639 (poi convertito in l. 7 giugno 1937, n. 1016), nonché dagli artt. da 11 a 49 del r.d. 8 luglio 1937, n. 1516. 2 Vigente il sistema regolato dal r.d. del 1937, la natura inquisitoria dell’istruttoria era unanimemente riconosciuta in dottrina. Per tutti, Allorio, Diritto processuale tributario, Milano, 1942; Andrioli, Intorno ai principi generali della prova nel processo tributario, in Riv. Dir .Fin., 1939, I, 281 ss.; Micheli, Aspetti e problemi della prova e della decisione nel processo tributario, in Riv. Dir. Fin., 1940, I, 200 ss.; Capaccioli, Le Commissioni tributarie e l’atto di decisione, in Riv. Dir. Proc., 1969, 402; Tesauro, Sui principi generali dell’istruzione probatoria nel processo tributario, in Riv. Dir. Fin., 1978, II, 204; Batistoni Ferrara, Processo tributario. Riflessioni sulla prova, in Dir. e Prat. Trib., 1983, I, 1614 ss.. 3 Pur vigente il sistema previsto dal r.d. del 1937, connotato in senso inquisitorio, Allorio, Diritto processuale tributario, cit., al fine di attenuare la distanza tra le tutele offerte dal processo civile e quelle offerte dal “processo” tributario, teorizzava un limite per il giudice quantomeno con riguardo alla fissazione del fatto controverso, che doveva avvenire ad opera delle parti.
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Informazioni tesi

Diritto Tributario
  Autore: Marco Manni
  Tipo: Tesi di Master
Master in
Anno: 2007
Docente/Relatore: Coli Fabio
Istituito da: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 32

FAQ

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Parole chiave

commissione tributaria
corte costituzionale
diritto tributario
istruttoria tributaria
poteri del giudice

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