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Partecipazione e cittadinanza attiva. Il punto di vista dei volontari di Servizio Civile Nazionale. Una ricerca empirica.

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9 mondiale per assistere ad episodi che incidono profondamente nella cultura e nella politica dell’Italia e determinano l’inizio del percorso che determinerà il riconoscimento dell’Obiezione di Coscienza. La parola "obiezione" deriva dal latino "obicere", che significa contrapposizione, rifiuto; l'obiezione di coscienza è infatti il rifiuto di obbedienza ad una legge o ad un comando dell'autorità perché considerato in contrasto con i principi e le convinzioni personali radicati nella propria coscienza. L'obiettore di coscienza è dunque un cittadino che, dovendo prestare servizio militare armato, contrappone il proprio rifiuto all'uso delle armi ed attività ad esse collegate. I primi due casi di Obiezione di Coscienza nel secondo dopoguerra si verificano alla fine degli anni '40, e fanno riferimento a Rodrigo Castiello (pentecostale) ed Enrico Ceroni (testimone di Geova) che furono inquisiti. Il primo obiettore condannato alla reclusione fu Pietro Pinna (1948), nonviolento, finito in carcere per 10 mesi; liberato, fu condannato di nuovo e ritornò in carcere finché fu prosciolto dal dovere del servizio militare. Dopo le inquisizioni e le condanne di giovani che chiedevano di poter servire la Patria senza dovere impugnare le armi si incomincia ad assistere ad alcune iniziative in ambito parlamentare: nel 1949 il socialista Calossi presenta il primo disegno di legge per il riconoscimento dell'obiezione. Nel '57 e nel '62 il socialista Basso ripropone l'iniziativa, accolta però dall'oblio e dall'indifferenza parlamentare e dall’ostilità del governo e delle gerarchie militari. All’inizio degli anni sessanta si assiste anche alla presa di posizione di alcuni obiettori cattolici che dichiarano di voler vivere integralmente la non violenza evangelica, espressa dai comandamenti "non uccidere" e "ama il prossimo tuo come te stesso"; il primo di loro fu Gozzini nel 1962, seguito da padre Balducci, immediatamente attaccato dalla Chiesa ufficiale e difeso esclusivamente da Don Milani che, in questa occasione, scrisse l'opuscolo "L'obbedienza non è più una virtù" (entrambi i sacerdoti verranno poi processati per apologia di reato). Le scelte coraggiose di questi uomini e le conseguenze che essi subirono contribuirono a scuotere sempre più l’opinione pubblica e a portare alla ribalta il tema dell’Obiezione di Coscienza. Ciononostante, fino alla fine degli anni ’60, il numero di coloro che esprimevano il volontario dissenso all’obbligo di leva rimane comunque molto basso e la maggior parte di essi sono testimoni di Geova con poche eccezioni costituite da anarchici, nonviolenti, socialisti ed un esiguo numero di cattolici. Nel 1966 con la legge Pedini si assiste ad un primo tentativo di affrontare il problema dell’obiezione, tentativo che però si rivela poco efficace: la legge infatti istituiva una sorta
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Partecipazione e cittadinanza attiva. Il punto di vista dei volontari di Servizio Civile Nazionale. Una ricerca empirica.

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Informazioni tesi

Autore: Fabio Trapani
Tipo: Tesi di Laurea
Anno: 2007-08
Università: Università degli Studi di Torino
Facoltà: Psicologia
Corso: Clinica e di Comunità
Relatore: De PiccoliNorma
Lingua: Italiano
Num. pagine: 147

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