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La donna in al-Andalus: aspetti storici e contemporanei

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9 soggetto al declino generale che caratterizzava il mondo romano in Occidente, mentre il sud islamico era in piena fioritura, grazie al rinnovamento generale apportato dalla civiltà araba. Non c’è da stupirsi, quindi, che il ridotto contingente di truppe arabe e berbere fosse accolto come liberatore e che in pochi anni la popolazione locale avesse assimilato questa nuova civiltà accettandone i suoi contenuti. Nell’anno 710 il Governatore del Nord d’Africa inviò l’ufficiale Tarif con un gruppo di ricognizione, occupando con successo il promontorio sud della Penisola che ricevette il nome con il quale si conosce oggi la città di Tarifa. Il governatore, quindi, organizzò un esercito di circa 12.000 uomini al comando del suo luogotenente Tariq. Egli, partendo da Tangeri nel 711, attraversò lo stretto e sbarcò in una roccaforte che d’allora si chiamò Yabal Tariq, la montagna di Tariq, Gibilterra (Lo Jacono 2003: 115). In letteratura si trovano descrizioni assai colorite di questa venuta dello straniero, come sottolinea Muñoz Molina (1996): Soldati in fuga e viaggiatori casuali erano venuti in città narrando storie esagerate dalla paura, descrivendo con terrore quei guerrieri dalla pelle scura e dagli strani indumenti e armi che erano sbarcati in Aprile presso la nuda rocca di Gibilterra […]. I mori dell’esercito tutti vestiti di seta e panni d’ogni colore […] i loro volti neri come la pece, il più bello di loro era nero come il carbone […]; tra loro pochissimi erano arabi. La maggior parte erano nomadi berberi, convertiti da non molto all’Islam e animati dalla speranza del bottino e dalla certezza di guadagnarsi il Paradiso se morivano nella guerra santa (Muñoz Molina 1996: 23, 24). Nonostante queste iperboli letterarie, è probabile che nelle città appena conquistate nessuno provasse realmente questi sentimenti di terrore, anzi sono noti i trattati alquanto pacifici stipulati da Abd al-Aziz 4 , figlio di Musa Ibn Nusair, capo degli invasori, e dal principe visigoto Tudmir, signore di Murcia. Come ci ricorda Muñoz Molina (1996): È vero, come dicono le cronache cristiane, che il mondo veniva scosso dalle fondamenta, ma può darsi che pochissimi lo notassero o che non gli importasse (Muñoz Molina 1996: 26). Anche se la conquista fu relativamente facile, è possibile affermare che, nei primi tempi, non ci fu un netto assorbimento della cultura autoctona, poiché l’islamizzazione del 4 Abd al-Aziz è ricordato per aver contratto il primo matrimonio misto tra un musulmano ed una cristiana, in quanto sposò Egilona, vedova di Don Rodrigo, ultimo re visigoto. La sua tragica fine (fu ucciso a Siviglia, mentre pregava), fu decretata dai suoi tentativi di conciliare vincitori e vinti. Opere letterarie sono state scritte su questo episodio (Caretto/ Lo Jacono/ Ventura/ Gabrieli 1983: 44).
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La donna in al-Andalus: aspetti storici e contemporanei

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Informazioni tesi

  Autore: Maria Chiara Baldini
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lingue e culture moderne
  Relatore: Silvia Betti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 94

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