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La comunicazione massmediologica nel fumetto: un'analisi

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~ 5 ~ I.1 - I PROTO-FUMETTI Quando nell’introduzione, relativamente alla probabile nascita del fumetto, sostenevo che anche le pitture rupestri o i geroglifici egiziani potevano essere considerati dei comics, non a caso avevo usato la parola “giocare” per mettere in evidenza come questo paragone fosse una forzatura, anche se voluta. In effetti già nell’antico Egitto circolavano già vignette colorate disegnate sui papiri e a Roma erano molto diffuse le Tabulae satiriche; nel Medioevo molto diffusa era la Bibbia pauperum, che narrava i principali episodi della vita di Gesù Cristo servendosi di illustrazioni commentate da un versetto o da una didascalia in latino o in volgare, mentre in Francia, durante il periodo rivoluzionario, nacquero le c.d. “Images populaires” che raggiunsero un’enorme diffusione nell’era napoleonica. Queste stampe, che presto furono raccolte in veri e propri almanacchi, rappresentavano cortigiani oziosi e impudenti, preti refrattari che giuravano fedeltà sul seno di formose prostitute, fanciulle traviate, nobili gottosi; avvocati famelici, sguaiati bifolchi, e scene di toccanti addii all’amata del soldato rivoluzionario o del granatiere dell’Imperatore, le cariche travolgenti di Volmy, Jena e Austerlits, la semina, la mietitura, la vendemmia, la riscossione delle tasse o l’assalto dei briganti al corriere postale di Lione. Ebbene, l’artista traduceva in termini semplici e accessibili ai più, soprattutto agli innumerevoli analfabeti, i grandi ideali contemporanei, le esemplificazioni morali e moralistiche, certa tipologia tagliata con l’accetta che aveva sempre un contenuto gnomico e un’immediata suggestione visiva. Erano prodotti di artigianato, magari espedienti didattici e catechismi ideologici per nuovi gruppi che, oggettivamente, si affacciavano alla storia e alla coscienza ma che non avevano i mezzi per esprimersi. I messaggi contenuti nelle “Bibbie Pauperum” del XIV secolo, nelle suddette “images populaires” del XVIII o negli almanacchi del XIX, sia pure in forme e con orientamenti diversi, erano la divulgazione degli ideali e interessi delle classi superiori e, al tempo stesso l’inserimento di questi nelle psicologia degli esclusi di quei gruppi che si voleva mantenere al livello di puri oggetti di storia.
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La comunicazione massmediologica nel fumetto: un'analisi

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Informazioni tesi

  Autore: Ivan Talassi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1995-96
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Franco Bonazzi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 235

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