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Il combustibile derivato dai rifiuti ed il suo utilizzo nell'industria del cemento

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semplificarne la gestione a fine vita, seguono poi il riuso, il riciclo diretto nei cicli produttivi, il recupero di sottoprodotti come materiali secondari ed energia, ed infine la riduzione dell’impatto inquinante delle strategie di smaltimento finale, destinando in discarica il rifiuto che non può essere soggetto ad ulteriore valorizzazione . In Italia col Decreto Ronchi il territorio è stato diviso in ambiti territoriali, coincidenti in genere con le Province, all’interno dei quali gli enti locali hanno avuto il compito di creare un sistema di gestione unitaria dei rifiuti, intendendo con questo termine il superamento della frammentazione delle gestioni. E’ stato inoltre fissato un obiettivo minimo di raccolta differenziata che prevedeva che questa fosse pari al 15% entro due anni dall’emanazione dello stesso decreto, al 25% entro 4 anni, ed al 35% a partire dal sesto anno successivo all’emanazione di questa norma, lasciando poi ai diversi ambiti la scelta se svilupparla ulteriormente o ricorrere ad altre tecnologie di recupero. Il principio di autosufficienza è stato applicato alla scala dell’ambito territoriale ottimale con qualche limitata possibilità di espanderlo alla scala regionale, ed in caso di insufficienza, sono previste misure di commissariamento straordinario. Il principio di prossimità riguarda i rifiuti urbani non pericolosi, che devono essere trattati entro l’ambito di provenienza, mentre per i sottoprodotti e gli scarti si stabilisce che possano essere collocati come scarti industriali, e dunque in qualsiasi impianto autorizzato anche al di fuori dell’area in cui sono stati prodotti. L’aspetto fondamentale di queste disposizioni, è la realizzazione di un sistema di gestione basato su un approccio che può prevedere molteplici soluzioni alternative, che si possono adattare alle diverse frazioni merceologiche. Le variabili che influenzano la scelta di queste soluzioni sono molte, e vanno dalla possibilità di sfruttare al meglio le economie di scala di certe fasi, al ridurre al minimo le diseconomie della logistica e del trasporto. Si tratta di una vera e propria transizione tecnologica che non inciderà solo sull’industria del settore ma anche sulle abitudini di vita e di consumo della popolazione. Per la prima volta entra in gioco una coordinazione nel concepire le strategie di raccolta e smaltimento, andando ad individuare i trattamenti più appropriati per le diverse frazioni merceologiche, con la consapevolezza che le diverse tecnologie non sono antagoniste tra loro, ma anzi contribuiscono insieme alla realizzazione del sistema. Pertanto, da un sistema a filiera semplice, caratterizzato prevalentemente da fasi labour-intensive, si passa ad un sistema a filiera complessa, in cui gli aspetti principali sono di carattere organizzativo e progettuale. Iniziano ad assumere importanza le industrie che possono riutilizzare, con opportuni 13
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Il combustibile derivato dai rifiuti ed il suo utilizzo nell'industria del cemento

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Informazioni tesi

  Autore: Matteo Graffi
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Udine
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze economiche
  Relatore: Antonio Massarutto
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 245

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