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La contrattazione collettiva nel pubblico impiego

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6 parte dei maggiori utili conseguiti. Tuttavia, secondo la logica degli imprenditori, il maggior aumento dei salari aziendali porta ad un aumento nei prezzi dei prodotti e chi ne fa le spese è l'intera collettività. Nel 1954 la CISL recepisce tempestivamente il clima favorevole alle proprie tesi e cerca di inserire come agente contrattuale aziendale, accanto alla commissione interna, la propria Sezione aziendale sindacale. La CGIL si allarmò nello scoprire che la Confederazione bianca manovrava nell'azienda audacemente e che prendeva consistenza il suo tentativo di presa di contatto diretto con la massa dei lavoratori. Nascevano così le Sezioni sindacali aziendali (SSA), mentre la UIL, per non rimanere tagliata fuori, partoriva in fretta e furia i Nuclei aziendali. Si veniva così riscoprendo il ruolo e l'importanza dell'azienda. La CGIL rimaneva pur sempre dell'avviso che gli accordi aziendali rappresentassero un passo indietro rispetto ai contratti collettivi di categoria, ma la sconfitta del 1955 nelle lezioni delle commissioni interne presso le maggiori fabbriche, la convinse a rivedere la sua politica sindacale ed a tener conto dei mutamenti avvenuti. D'altro canto anche la Confindustria paventava la contrattazione aziendale, presagendo una perdita del proprio peso contrattuale. Con la nuova articolazione, i rapporti fra i vari livelli dell'organizzazione sindacale si fecero meno rigidi. La nuova strategia si fondava sulla condizione operaia in azienda. Il sindacato si veniva rinnovando, con l'emergere di una nuova figura di lavoratore specializzato dalla meccanizzazione crescente e dalle nuove tecniche di organizzazione. Le lotte del 1955, 1956 ebbero carattere difensivo, in quanto il sindacato era ancora alla ricerca di quel rapporto organico con i lavoratori, base della sua forza contrattuale. Comunque la contrattazione aziendale del salario ricominciò a diffondersi. Ritornò il paternalismo, mentre il nuovo sistema differenziava le conquiste sindacali, in base ai diversi andamenti della produttività e dei profitti. CISL e UIL facevano del legame tra salario e risultati aziendali, il perno di tutta la loro elaborazione teorica. La logica del “sindacato di marca americana”, faceva nascere correnti sindacali aziendalistiche (sindacati autonomi). La Confindustria, intanto, si mostrava sempre più insofferente a qualsiasi forma di decentramento contrattuale a livello di azienda. Il contratto nazionale, secondo l'organizzazione degli imprenditori, impegnava fino alla sua scadenza. E nel 1958 si intensificarono i pubblici richiami, per le aziende associate, alla disciplina comune. L'iniziativa rivendicativa aziendale veniva in pratica assunta dalla commissione interna, qualche volta interveniva il sindacato provinciale, raramente l'accordo veniva raggiunto da una Sezione sindacale aziendale. Nel Convegno sui rappresentanti di azienda, indetto nel 1958 dalla CISL, i poteri assegnati alle Sezioni aziendali sindacali
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La contrattazione collettiva nel pubblico impiego

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Informazioni tesi

  Autore: Salvatore Fuina
  Tipo: Tesi di Master
Master in II° LIVELLO DI ''Esperto in diritto e responsabilità dei rapporti sanitari''
Anno: 2009
Docente/Relatore: Flavio vincenzo Ponte
Istituito da: Università degli Studi della Calabria
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 63

FAQ

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