L'architettura romanzesca nella produzione dell'ultimo Bassani

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4 tragedia, come se sentisse gravare sui personaggi l’ombra della fine imminente. La giovane sembra librarsi tra la vita e la morte, e di queste realtà ne porta tutto l’ardore e la malinconia. Il romanzo, infatti, si svolge negli anni trenta, contro uno sfondo di crescente discriminazione razziale e di persecuzione rese più tragiche dal fatto che fin dall’inizio si scopre che nel 1943 Micòl ed i suoi genitori saranno deportati in Germania, luogo dal quale non ritorneranno 5 . Nel 1963 escono, con Einaudi, la raccolta antologica di versi L’alba ai vetri 6 , che, nelle sezioni Primi versi, Te lucis ante e Un'altra libertà, comprendono il meglio della produzione che va dal 1942 al 1950. Questa raccolta è importante anche perché, oltre a darci il corpus poetico di Bassani scelto e ordinato dall’autore medesimo, offre, in un poscritto, non solo una dichiarazione di poetica, ma anche il filo conduttore per seguire la genesi, soprattutto ideologica, di alcuni componimenti 7 . Il presente lavoro mette in luce ed analizza uno degli aspetti dell’attività letteraria di Giorgio Bassani, ossia l’opera narrativa che egli ha composto dopo Gli occhiali d’oro 8 , importantissimo per l’introduzione nella produzione bassaniana dell’"io" narrante, e dopo il successo del suo 4 G. Bassani, Il giardino dei Finzi-Contini, Torino, Einaudi, 1962. 5 Scrive I. Scaramucci, Studi sul Novecento. Prospettive e itinerari, Milano, I.P.L., 1968, p. 111: "Se l’amore si presenta [...] con l’amaro profumo di un fiore cimiteriale, la morte appare, in un singolare clima di attesa e di presentimento che viene a conferire ai gesti più banali dei personaggi come una misteriosa significazione che li trasfigura e li trascende, la vera protagonista di tutto il racconto". 6 G. Bassani, L'alba ai vetri. Poesie 1942-'50, Torino, Einaudi, 1963. 7 Scrive G. Monteleone, Appunti di letture. Keats Rimbaud Jacob Viani Alvaro Malaparte Bassani, Reggio Calabria, SGROI, 1966, p. 61: "Il libro contiene poesie scritte dal 1942 al 1950, e un poscritto nel quale l’autore spiega e giustifica il passaggio da una poetica degli affetti primordiali su uno sfondo d’idillio, di trame delicate e amate, a un’altra tutta nuova, suggeritagli da Montale, realistica e aggressiva, capace di rappresentare con ferma crudezza l’orrenda ferita alla gola di un mutilato di guerra, la rigida sagoma di un soldato con i particolari della baionetta inastata sul lungo fucile ottocentesco [...], idonea a distoglierlo dalle immagini puramente mentali e sognate, ad allontanarlo anche dalla fantasia, nella quale riconosce, tuttavia, l’attitudine a consolare". 8 G. Bassani, Gli occhiali d’oro, Torino, Einaudi, 1958.

Anteprima della Tesi di Vincenzo Fasano

Anteprima della tesi: L'architettura romanzesca nella produzione dell'ultimo Bassani, Pagina 2

Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Vincenzo Fasano Contatta »

Composta da 156 pagine.

 

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