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Classificazione e analisi economico-gestionale di progetti di cooperazione allo sviluppo. Studio di un caso in Tanzania.

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Capitolo I L’evoluzione della cooperazione allo sviluppo 2 Inghilterra. In meno di due secoli il livello di vita dei paesi protagonisti della rivoluzione aumentò in misura esponenziale e ci si trovò nel vivo dello sviluppo economico. Contemporaneamente, i paesi che erano rimasti esclusi dalla rivoluzione industriale subirono gli effetti negativi di questo processo nonché l’avvento della colonizzazione. Quest’ultima rappresenta un fenomeno inscindibile dallo sviluppo anche se indiretto, ossia il sottosviluppo, che individua non solo la mancanza di sviluppo ma anche un’evoluzione economica e strutturale negativa. Un sottosviluppo che si manifesta in modo ancora più evidente considerando la crescita accelerata registrata dai paesi industrializzati. La crescita in termini di aumento della produzione e del reddito deve considerarsi diversa dallo sviluppo in quanto rappresentante solo una parte del fenomeno. Quest’ultimo, infatti, comprende mutamenti strutturali, istituzionali e qualitativi che espandono la capacità in diversi settori e il benessere di un paese. Troppo a lungo i due concetti sono stati identificati, giudicati come sovrapposti e schiacciati su una sola dimensione. La sovrapposizione dei due concetti ha determinato il fatto che sia stato posto come obiettivo primario la crescita del PIL pro-capite, visto come solo motore trainante di ogni miglioramento. Per molto tempo lo sviluppo è stato inoltre concepito come un processo univoco, considerato solo nella sua dimensione “statica”, ossia come stato di arretratezza rispetto ad uno standard predefinito. Ovviamente questo standard era rappresentato dell’economia di mercato dei paesi occidentali. Basti pensare che il presidente degli Stati Uniti Truman nel suo discorso di insediamento nel 1949, disse: “Lo sviluppo è lineare; esiste un’unica strada, l’Occidente forte della sua esperienza, assistenza e supporto tecnologico, deve indicare la rotta a tutti i Paesi in via di sviluppo”. Solo in seguito ci si è resi conto che per valutare lo sviluppo di un paese non ci si poteva limitare a considerare esclusivamente la dimensione economica, poiché lo sviluppo è una combinazione di processi sociali, economici, culturali e politici distinti. Con il primo rapporto dell’UNDP (United Nations Development Programme) nel 1990, si è giunti a una formulazione del concetto di sviluppo che tiene in considerazione anche parametri socio-culturali e soprattutto il soddisfacimento dei bisogni primari dell’uomo.
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Informazioni tesi

  Autore: Eugenio Donadio
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Brescia
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria gestionale
  Relatore: Marco Perona
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 172

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