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Studi sperimentali sulla percezione dell'accento straniero

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in corrispondenza del VOT 1 (Voice Onset Time), infine si osserva un’altra brevissima zona di assenza di traccia. In conseguenza dell’attività laringea che accompagna la loro articolazione si osserva una formante di bassa frequenza detta barra sonora. L’identificazione sonografica del luogo di articolazione delle occlusive si basa non tanto sulle caratteristiche del segmento consonantico in sé, quanto su quelle delle vocali che precedono o seguono la consonante. La frequenza di F1 si abbassa nel passaggio da un fono più aperto (la vocale) a uno più chiuso (la consonante), poiché la frequenza di F1, come abbiamo visto, è funzione del grado di apertura (naturalmente l’inverso accade nel passare dalla consonante alla vocale). La transizione di F2, invece, corrisponde alla variazione del luogo di articolazione nel passaggio dalla vocale alla consonante e viceversa. Infatti le consonanti bilabiali attirano F2 verso il basso; le alveolari la lasciano quasi inalterata; le velari la attirano invece verso l’alto. Figura 2.5. Esempio di spettrogramma per consonanti occlusive sonore (da wikipedia.org) • Dal punto di vista spettroacustico, il rumore delle fricative si manifesta in modo diverso a seconda che siano sorde o sonore. Infatti in queste ultime il rumore è a volte meno intenso e può presentare tracce evidenti di una 16 1 Indice acustico relativo allo spazio temporale tra il rilascio dell’occlusione e l’inizio delle vibrazioni periodiche del suono successivo. silenzio che precede il f no suc essiv . Nel tracci to delle occlusive sorde, in corrispondenza della fase di occlusione, molto breve, si osserva una sottile riga verticale, detta spike; in corrispondenza del VOT, infine si osserva un’altra brevissima zona di assenza di traccia. In conseguenz dell’attività laringea che accompagna la loro articolazione si osserva una formante di bassa frequenza detta barra sonora. Fig. 18: Esempio di spettrogramma per consona ti occlusive sonore L’identificazione sonografica del luogo di articolazione delle occlusive si basa non tanto sulle caratteristiche del segmento consonantico in sé, quanto su quelle delle vocali che precedono o seguono la consonante. La frequenza di F1 si abbassa nel passaggio da un fono più aperto (la vocale) a uno più chiuso (la consonante), poiché la frequenza di F1, come abbiamo visto, è funzione del grado di apertura (naturalmente l’inverso accade nel passare dalla consonante alla vocale). La transizione di F2, invece, corrisponde alla variazione del luogo di articolazione nel passaggio dalla vocale alla consonante e viceversa. Infatti le consonanti bilabiali attirano F2 verso il basso; le alveolari la lasciano quasi inalterata; le velari la attirano invece verso l’alto. - Dal punto di vista spettroacustico, il rumore delle fricative si manifesta in modo diverso a seconda che siano sorde o sonore. Infatti in queste ultime il rumore è a volte meno intenso e può presentare tracce evidenti di una struttura formantica. Le fricative sorde presentano nel sonogramma un diffuso e irregolare annerimento che si estende verticalmente attraverso un’ampia banda di frequenze e che lungo l’asse orizzontale si mantiene abbastanza costante per tutta la durata della consonante. Ciascuna fricativa è riconoscibile nel sonogramma o per il suo rumore o per la sua struttura formantica, le transizioni vocaliche non sono determinanti per l’identificazione dei diversi luoghi di articolazione. Tuttavia, quando le si osserva, si riscontra un comportamento analogo a quello descritto per le occlusive. La codi ca del parlato - Audio Digitale A.A. 2007/2008
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Studi sperimentali sulla percezione dell'accento straniero

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Informazioni tesi

  Autore: Sarah Corsini
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Informatica Umanistica
  Corso: Informatica per le discipline umanistiche
  Relatore: Giovanna Marotta
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 141

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