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Il diritto al rispetto della vita familiare delle persone disabili

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3 Nel 1980 l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) pubblicò un primo documento dal titolo “International Classification of Impairments, Disabilities and Handicaps” (ICIDH), nel cui testo veniva fatta l’importante distinzione fra “menomazione” (impairment), intesa come “perdita o anormalità a carico di una struttura o di una funzione psicologica, fisiologica o anatomica”, e gli altri due termini. Questi venivano rispettivamente definiti: “disabilità ” (disability) come “qualsiasi limitazione o perdita (conseguente a menomazione) della capacità di compiere un’attività nel modo o nell’ampiezza considerati normali per un essere umano” ed “handicap” come la “condizione di svantaggio conseguente a una menomazione o a una disabilità che in un certo soggetto limita o impedisce l’adempimento del ruolo normale per tale soggetto in relazione all’età, al sesso e ai fattori socioculturali” 6 . L’aspetto significativo dell’ICIDH è stato quello di associare lo stato di un individuo non solo a funzioni e strutture del corpo umano, ma anche ad attività a livello individuale o di partecipazione alla vita sociale. Il secondo documento dell’OMS si intitola “International Classification of Functioning, Disability and Health” (ICF) ed è stato pubblicato nel 1990. Il titolo è indicativo di un cambiamento sostanziale in quanto sottolinea un’unificazione nelle forme di descrizione dello stato di una persona: non ci si riferisce più a un disturbo, strutturale o funzionale, senza prima rapportarlo a uno stato considerato di “salute”. Il nuovo documento sostituisce i termini “impairment”, “disability” ed “handicap”, che indicano una mancanza, rispetto al pieno “funzionamento”, con una differente terminologia: le “funzioni corporee” sono descritte come le funzioni fisiologiche dei sistemi corporei, incluse le funzioni psicologiche; le “strutture corporee” sono parti anatomiche del corpo come organi, arti e loro componenti; l’“attività ” costituisce l’esecuzione di un compito o di un’azione da parte di un individuo; la “partecipazione” è il coinvolgimento di un individuo in una situazione di vita; i “fattori ambientali”, infine, sono caratteristiche del mondo fisico, sociale e degli atteggiamenti, che possono avere impatto sulle prestazioni di un individuo in un determinato contesto 7 . 6 Fonte: C. BASSO, Differenza basilare tra disabilità ed handicap, 2002 in http://www.asphi.it/DisabilitaOggi/DefinizioniOMS.htm. Il sito della fondazione Avviamento e sviluppo di progetti per ridurre l’handicap mediante l’informatica; fornisce informazioni ed indicazioni sulle attività svolte nei settori di intervento dell’integrazione scolastica e lavorativa, della riabilitazione, della vita indipendente, dell’informazione e della sensibilizzazione ai temi dell’handicap. 7 Ibidem.
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Il diritto al rispetto della vita familiare delle persone disabili

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Informazioni tesi

Autore: Luca Dibitonto
Tipo: Laurea liv.I
Anno: 2008-09
Università: Università degli Studi di Torino
Facoltà: Scienze Politiche
Corso: Scienze del servizio sociale
Relatore: JoelleLong
Lingua: Italiano
Num. pagine: 94

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