Disturbi del comportamento, fenomeni aggressivi e fattori di rischio. Un'indagine della corrispondenza tra letteratura e dati clinici di un'ASL del Piemonte.

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9 interiorizzazione della figura di accudimento, della sua disponibilità emotiva e della sua responsività. Le emozioni positive, derivanti da uno scambio relazionale gratificante e basate sulla condivisione del significato con la figura materna, generano nel bambino l‟interesse per il mondo, incoraggiando la socievolezza e promuovendo l‟empatia. È, quindi, nel corso delle interazioni, e in particolare delle relazioni tra madre e bambino, che hanno origine i modelli relazionali, normali o disturbati a seconda della qualità relazionale stessa (Sameroff, Emde, 2004). Hill (2003) ritiene che anche difficoltà inerenti all‟attaccamento nella prima infanzia potrebbero aumentare il rischio di sviluppare, successivamente, un disturbo della condotta; secondo l‟autore, è altresì probabile che la qualità della genitorialità durante l‟infanzia sia predittiva dei successivi disturbi della condotta; sembra, inoltre, che gli approcci più promettenti implichino l‟identificazione precoce dei predittori attraverso l‟osservazione di specifiche interazioni tra le caratteristiche infantili e le prime esperienze sociali. In conclusione, secondo l‟autore, è piuttosto facile identificare i bambini esposti al rischio di sviluppare un futuro disturbo antisociale di personalità ma non ci sono conoscenze sufficientemente certe per quanto riguarda l‟efficacia a lungo termine dei programmi di prevenzione e trattamento (Hill, 2003). Sono stati fatti alcuni progressi nell‟identificare i sottogruppi di bambini con disturbi antisociali in cui operino differenti processi causali e, quindi, nel comprendere quali, tra essi, necessitino di trattamenti diversi; tuttavia, non è ancora possibile determinare se le differenze nelle modalità di manifestazione o nelle caratteristiche associate dei disturbi della condotta infantili siano predittive di determinati esiti nell‟età adulta. Quel che è certo è che i disturbi della condotta costituiscono un valido predittore del disturbo antisociale di personalità indipendentemente da eventuali condizioni familiari avverse o fattori sociali associati e che il rischio è connesso, oltre che allo sviluppo di comportamenti antisociali, anche all‟incapacità di costruire relazioni stabili, ai problemi connessi alla genitorialità e all‟incapacità di avere buone prestazioni sul lavoro. Inoltre, i bambini che non hanno avuto un disturbo della condotta sono meno inclini a sviluppare, successivamente, un disturbo antisociale di personalità, che, a sua volta, si presenta raramente se non è presente un disturbo della condotta pregresso (Hill, 2003).

Anteprima della Tesi di Anna Allocca

Anteprima della tesi: Disturbi del comportamento, fenomeni aggressivi e fattori di rischio. Un'indagine della corrispondenza tra letteratura e dati clinici di un'ASL del Piemonte., Pagina 14

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Psicologia

Autore: Anna Allocca Contatta »

Composta da 217 pagine.

 

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