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Disturbi del comportamento, fenomeni aggressivi e fattori di rischio. Un'indagine della corrispondenza tra letteratura e dati clinici di un'ASL del Piemonte.

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4 Ciò suggerisce che il contributo dei fattori ambientali nel determinare il rischio di sviluppare un disturbo antisociale sia qualitativamente diverso dal contributo dei fattori biologici. A sostegno di tale argomentazione, ulteriori analisi indicano la presenza di un‟associazione biologica particolarmente forte con la tendenza alla menzogna e difficoltà scolastiche, che porterebbero il soggetto ad andare incontro a scarsi risultati e sospensione da scuola. Tuttavia, l‟aspetto della menzogna vede implicata anche una un‟importante influenza ambientale. La notevole contraddittorietà dei risultati ottenuti è interpretata da Langbehn e Cadoret (2001) come una dimostrazione delle difficoltà incontrate nello stabilire quali, tra i fattori biologici e quelli ambientali, assumano un ruolo predominante nel favorire lo sviluppo del disturbo antisociale di personalità. Attraverso la lettura dei risultati ottenuti, gli autori giungono alla conclusione che l‟influenza biologica sembri manifestarsi fenotipicamente prima dell‟età adulta, mentre altri fattori, ascrivibili al contesto ambientale e indipendenti dalla presenza di una precedente diagnosi di disturbo della condotta, determinerebbero successivamente quali, tra quei soggetti per cui il background biologico giochi un ruolo fondamentale prima dell‟età adulta, svilupperanno una personalità antisociale (Langbehn, Cadoret, 2001). I risultati delle ricerche condotte dagli autori indicano che se l‟ASPD è preceduto da una diagnosi di disturbo della condotta è più probabile che tra i principali fattori di rischio vi sia una forte componente biologica, ovvero un genitore con personalità antisociale. Ciò, tuttavia, non dà garanzie circa l‟ereditarietà della patologia, poiché anche gli altri fattori presi in esame (l‟esposizione fetale a sostanze alcoliche e difficoltà relazionali all‟interno di famiglie adottive) sono associati al rischio di sviluppare un ASPD così com‟è definito dal DSM, anche in assenza di un background antisociale biologicamente determinato. D‟altra parte, le analisi condotte suggeriscono che in assenza di un disturbo del comportamento nei primi anni di vita, ci siano poche probabilità che la sindrome antisociale adulta rappresenti un fenomeno ereditario (Langbehn, Cadoret, 2001). In conclusione, non è possibile rilevare differenze clinicamente significative tra i due sottogruppi individuati: il requisito del DSM-IV inerente alla necessità di una diagnosi di disturbo della condotta in età infantile offre, alla resa dei conti, una spiegazione più
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Informazioni tesi

  Autore: Anna Allocca
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Franco Freilone
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 217

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Parole chiave

adolescenza
aggressività infantile
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disturbi del comportamento
fattori di rischio adolescenti
infanzia
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