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La pubblicità ingannevole. Dalla prospettiva giuridica a quella economico-aziendale.

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La pubblicità ingannevole. Dalla prospettiva giuridica a quella economico-aziendale 11 1.1.2. Articolazione, ratio ed obiettivi della direttiva 2005/29/Ce La direttiva 2005/29/Ce relativa “alle pratiche commerciali sleali tra imprese e consumatori nel mercato interno”, è un provvedimento di armonizzazione delle legislazioni nazionali dei Paesi membri, adottato a norma dell'art. 95 Ce37, attraverso il quale gli organi della comunità hanno inteso contribuire “al corretto funzionamento del mercato interno” nonché (ai sensi dell'art. 153 Ce) “al conseguimento di un livello elevato di tutela dei consumatori” (art. 1 della stessa Direttiva)38. La direttiva si articola fondamentalmente in due parti. La prima parte (artt. 2-13) contiene la nuova normativa circa le “pratiche commerciali sleali”. Le fattispecie interessate da questa disciplina, che è di tipo orizzontale39 e ha natura “sussidiaria”40, sono soltanto quelle che possono essere ricomprese nella nozione di “pratica commerciale sleale fra imprese e consumatori”: nozione molto ampia che include qualsiasi 37 V. anche DE CRISTOFARO G., La direttiva 2005/29/Ce, in DE CRISTOFARO G. (a cura di), Pratiche commerciali scorrette e codice del consumo, Il recepimento della direttiva 2005/29/Ce nel diritto italiano (decreti legislativi nn. 145 e 146 del 2 agosto 2007), Giappichelli Editore, Torino, 2008, cit., 1 ss,: “La base giuridica del provvedimento viene individuata nel (solo) art. 95 Ce: si tratta pertanto di una “misura relativa al riavvicinamento delle legislazioni degli Stati Membri” adottata per consentire l'instaurazione e assicurare il (pieno e corretto) funzionamento del mercato interno: mercato interno che implica, secondo quanto statuisce l'art. 14 Ce, uno “spazio senza frontiere interne, nel quale è assicurata la libera circolazione delle merci e dei servizi”. La “misura” in questione rientra tuttavia fra quelle che, nel quadro della realizzazione del mercato interno, la Comunità ha adottato (a norma del § 3, dell'art. 153 Ce) nel perseguimento degli obiettivi individuati dal § 1 dell'art. 153 Ce (v. il “considerando” n. 1)”. 38 Cfr. DE CRISTOFARO G., Le pratiche commerciali scorrette nei rapporti fra professionisti e consumatori: il d. legisl. n. 146 del 2 agosto 2007, attuativo della direttiva 2005/29/Ce, in Studium Iuris, 2007, 1181. 39 Questa disciplina ha carattere orizzontale poiché si applica a tutti i rapporti fra consumatori ed imprese, a prescindere dal settore commerciale e dall'oggetto del contratto. Proprio per questa sua natura orizzontale, la direttiva 2005/29/Ce viene definita dagli stessi organi comunitari, nei lavori preparatori, come direttiva-quadro (v. la Relazione illustrativa della Proposta della Commissione, nn. 44 e 45). 40 La disciplina rispetta il principio di sussidiarietà, che è definito dall'art. 5 del Trattato che istituisce la Comunità europea. Secondo tale principio, nei settori in cui l'Unione non ha competenza esclusiva, questa interverrà solo quando la sua azione è considerata più efficace di quella intrapresa a livello nazionale, regionale o locale. «In considerazione della natura “generale” del regime normativo delineato dagli artt. 1-13 della direttiva 2005/29/Ce, sorge l'esigenza di coordinare tale regime con le regole “speciali” inserite nelle direttive settoriali già vigenti. Stando alla formulazione dell'art. 3, § 4, della direttiva 2005/29/Ce, là dove sussistano disposizioni di diritto comunitario di natura “settoriale” che risultino incompatibili con i contenuti delle regole “generali” dettate dalla direttiva 2005/29/Ce, quest'ultime non possono operare, dovendo trovare esclusivamente applicazione, per quanto concerne gli aspetti “specifici” da essa disciplinati, le norme comunitarie “speciali” (v. anche il “considerando” 10)»: così DE CRISTOFARO G., La direttiva 2005/29/Ce, in DE CRISTOFARO G. (a cura di), Pratiche commerciali scorrette e codice del consumo, Il recepimento della direttiva 2005/29/Ce nel diritto italiano (decreti legislativi nn. 145 e 146 del 2 agosto 2007), Giappichelli Editore, Torino, 2008, cit., 30. V. anche ALPA G., La disciplina della concorrenza, in ALPA G. (a cura di), Introduzione al diritto dei consumatori, Laterza, Roma-Bari, 2008, 83.
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Informazioni tesi

  Autore: Valentina Angelini
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Management
  Relatore: Liliana Rossi Carleo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 149

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