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«Cinque per sei». Il progetto bontempelliano per una biblioteca del “realismo magico”.

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Come si può immaginare una teoria del genere ha mosso molte critiche ma anche molti seguaci, non è un caso che nel Novecento tra le varie tipologie di critica letteraria ci sia anche quella psicoanalitica. Dopo Freud ci sono stati molti altri che hanno trattato di letteratura fantastica; si possono citare infatti Pierre-Georges Castex, Roger Caillois, Luois Vax, ma la vera innovazione è stata apportata da Tzvatan Todorov. Lo strutturalista russo nel 1970 pubblica Introduction à la littérature fantastique33, lo studio che è la vera base dalla quale si deve partire per un discorso sul fantastico. Todorov inizia subito con la definizione di ciò che secondo lui è la letteratura fantastica: In un mondo che è sicuramente il nostro, quello che conosciamo, senza diavoli, né sifilidi, né vampiri, si verifica un avvenimento che, appunto, non si può spiegare con le leggi del mondo che ci è familiare. Colui che percepisce l’avvenimento deve optare per una delle due soluzioni possibili: o si tratta di un’illusione dei sensi, di un prodotto dell’immaginazione, e in tal caso le leggi del mondo rimangono quelle che sono, oppure l’avvenimento è realmente accaduto, è parte integrante della realtà, ma allora questa realtà è governata da leggi a noi ignote. […]. Il fantastico occupa il lasso di questa incertezza; non appena si è scelta l’una o l’altra risposta, si abbandona la sfera del fantastico per entrare in quella di un genere simile, lo strano o il meraviglioso. Il fantastico è l’esitazione provata da un essere il quale conosce soltanto le leggi naturali, di fronte a un avvenimento apparentemente soprannaturale.34 Per cui da una parte c’è il concetto di strano, per il quale le leggi della realtà rimangono intatte e permettono di spiegare i fenomeni descritti, dall’altro il meraviglioso per il quale gli elementi soprannaturali non provocano alcuna reazione nel personaggio. In questo caso non è l’atteggiamento a definire il genere ma la natura dei fatti descritti che devono essere inspiegabili. La via di mezzo consiste nel fantastico ma Todorov pone altre classi intermedie, ovvero dei generi ibridi come il fantastico-strano (avvenimenti che sembrano soprannaturali ma che nel corso della storia ricevono una spiegazione razionale) e il fantastico-meraviglioso (racconti che si presentano come fantastici e che terminano con un’accettazione del soprannaturale). Altro punto fondamentale della sua teoria è l’identificazione tra lettore e personaggio che secondo Todorov deve essere la prima condizione del fantastico35. Il 33 T. Todorov, Introduction à la littérature fantastique, Edition du Seuil, 1970, ed. Ita., La letteratura fantastica, Garzanti, Milano, 1988. 34 Ivi, p. 28. 35 Ivi, p. 34. - 14 -
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Informazioni tesi

  Autore: Lisa Bertollo
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Trento
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Filologia moderna
  Relatore: Carla Gubert
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 354

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