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Mito e Tragedia nella coreografia di Martha Graham e Virgilio Sieni

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X della scuola francese di analisi del movimento32, (Hubert Godard, Michel Bernard, Laurence Louppe), utilizzando tali strumenti anche nel caso di Virgilio Sieni. Il terzo e ultimo capitolo della tesi è dedicato al lavoro di Virgilio Sieni sulla tragedia di Eschilo svolto nel biennio 1994-1996. Nel caso di Sieni la ricerca è stata in parte facilitata dal fatto che conoscendo personalmente il coreografo, ho avuto l‟opportunità non solo di seguire con continuità i suoi laboratori pratici di danza (dal 2003 a oggi) e di vedere molti dei suoi spettacoli dal vivo (dalla fine del percorso sulla fiaba ad oggi), ma anche di discutere con lui del suo percorso artistico, delle sue creazioni attuali e di quelle del periodo in cui lavora sulla tragedia. L‟obiettivo di questo lavoro è stato tentare di mettere in luce le relazioni complesse che i due autori instaurano tra letteratura, teatro e danza. La prospettiva adottata è fondamentalmente storica, in quanto, in primo luogo, colloca le produzioni rispettive nel contesto socio-culturale di appartenenza, e in secondo luogo, l‟interpretazione passa dalla ricostruzione preliminare del più ampio ambiente culturale in cui i due autori si muovono e da cui attingono, al fine di rinvenirne le influenze nei loro stessi testi. Di conseguenza – posto che il metodo utilizzato è stato comparatistico e interdisciplinare – il fatto di essermi riferita, 32 All‟interno dei campi metodologici degli studi di danza, Mark Franko (Danza e Politica, in Susanne Franco e Marina Nordera (a cura di), I discorsi della danza, Parole chiave per una metodologia della ricerca, UTET, Torino, 2005, p. 18), individua due correnti interpretative principali: una formalista e una contestualista. La corrente contestualista (che Isabel Ginot definisce dominante) composta principalmente dagli storici, considera la danza come prodotto di un contesto sociale e culturale. La corrente formalista, ovvero dell‟analisi del movimento, sviluppatasi soprattutto in Francia e i cui maggiori esponenti sono Hubert Godard, Odile Roquet, Nathalie Schulman e la stessa Isabelle Ginot, è di impianto fenomenologico e prende a prestito dall‟analisi del movimento (tradizione che va da Isadora Duncan a Rudolf Laban, passando per Doris Humphrey) alcuni dei suoi strumenti, pensa il senso dell‟opera come legato all‟esperienza del danzatore e dello spettatore anche nel momento dell‟opera. Vale a dire senza escludere la dimensione culturale, ma semmai includendola nella prassi gestuale. Si tratta di un insieme di saperi e pratiche sviluppati innanzi tutto da e per i danzatori. Questa tradizione suppone che il movimento sia un sapere e non soltanto un oggetto di sapere o un veicolo passivo di altri saperi. All‟interno della critica quindi, esistono queste due visioni: la prima considera l‟opera come qualcosa che ha un‟esistenza stabile di senso, al di là delle sue occorrenze e quindi le variazioni di lettura sono considerate trascurabili e l‟opera, per quanto polisemica, è potenzialmente esauribile dal discorso critico (critica ermeneutica), mentre la seconda visione, considera il senso dell‟opera come instabile, prodotto dallo scambio tra danzatore e chi guarda. L‟opera quindi esiste solo nelle variazioni delle sue occorrenze ed ha un senso mobile, ripreso di continuo nel momento dell‟interpretazione. I codici culturali e i tratti coreografici costanti vi appaiono non come gli unici parametri pertinenti, ma come dei parametri tra gli altri. (Cfr. Isabelle Ginot, L‟identità, il contemporaneo e i danzatori, in Susanne Franco e Marina Nordera (a cura di), I discorsi sulla danza. Parole chiave per una metodologia delle ricerca, UTET, Torino, 2005, pp. 301-321).
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Mito e Tragedia nella coreografia di Martha Graham e Virgilio Sieni

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Informazioni tesi

  Autore: Francesca Duranti
  Tipo: Tesi di Dottorato
Dottorato in Letteratura Scuola di Dottorato Logos e Rappresentazione, studi interdisciplinari di letteratura, estetica, arti e spettacolo. Sezione Comparatistica: teatro, cinema, letteratura, danza
Anno: 2008
Docente/Relatore: Vito Di Bernardi
Istituito da: Università degli Studi di Siena
Dipartimento: Musica e Spettacolo, Facoltà di Arezzo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 434

FAQ

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