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Il trauma in psicoanalisi: meccanismi di difesa implicati nelle nevrosi post-traumatiche e conseguenze del trauma sulla personalità

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12 Il tema del trauma attuale aveva rappresentato uno dei temi di maggiore difficoltà per la teoria psicoanalitica freudiana, sopratutto per la sua trattabilità e il contributo di Ferenczi pose le basi per un nuovo inquadramento teorico e clinico dello stesso. Non a caso egli fu analista di Melanie Klein e Michael Balint, che con le teorie oggettuali diedero spunto a tutta una serie innovazioni in ambito psicanalitico. Egli definisce il trauma come “reazione ad una situazione ―insopportabile” (Ferenczi, 1932 - pag 280). Ciò che caratterizza il trauma è l‟impossibilità di adattarsi alla nuova situazione: essa va talmente aldilà delle nostre possibilità che siamo costretti ad arrenderci. Una volta egli disse che “davanti alla forza traumatica si rinuncia all’inutile tentativo di resistere, e la funzione di autoconservazione dichiara bancarotta” (Ferenczi, 1920-1930/32 - pag. 168); un‟altra volta descrisse il momento traumatico come qualcosa di così minaccioso, estenuante e doloroso che si finisce per “rinunciare‖ e ―arrendersi” (Ferenczi, 1932 - pag. 278). Per quanto concerne il contributo delle teorie oggettuali, Fairbairn studiò in modo approfondito le nevrosi post-traumatiche da guerra e sulla base della sua esperienza clinica, formulò un modello teorico in accordo con la visione kleiniana pur mantenendosi abbastanza fedele al modello psicoanalitico classico freudiano. Fairbairn definisce l‟ evento traumatico esterno come “fattore precipitante della realtà esterna” , che può favorire la liberazione spontanea degli oggetti rimossi. (Fairbairn 1939 – pag. 103-105). Le situazioni precipitanti della realtà esterna possono essere considerate alla stregua di situazioni traumatiche. Le recenti Teorie Relazionali traggono origine dal modello teorico di Ferenczi e dalle teorie oggettuali, che hanno permesso di svincolare il concetto di libido dalla sua classica concezione sessuale e di riformularlo in termini di “oggetto”, ma si basano essenzialmente sui concetti espressi da Kohut , Khan , Bowlby e Winnicott. Essi concentrarono la loro attenzione sugli stili di attaccamento madre- bambino, e, sugli esiti che della qualità di tali stili hanno sullo sviluppo psicologico del bambino e sulla trasmissione intergenerazionale degli stessi.
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Informazioni tesi

  Autore: Silvia Michelini
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Lidia Provenzano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 102

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