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Il trauma in psicoanalisi: meccanismi di difesa implicati nelle nevrosi post-traumatiche e conseguenze del trauma sulla personalità

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16 Secondo lo psichiatra americano, l‟evento traumatico non viene elaborato in forma simbolico/linguistica come avviene per la maggior parte dei ricordi, in quanto “esso tende ad essere organizzato su un livello sensomotorio o iconico – come immagini orribili, sensazioni viscerali, o reazioni di attacco/fuga” (1994, Van Der Kolk - pag 253-265 ). François Lebigot condivide l‟approccio di Van der Kolk e il suo apporto alle teorie sulle nevrosi traumatiche riguarda lo studio della sindrome da ripetizione e l‟approfondimento dei concetti lacaniani di “reale ed inammissibile” e del principio freudiano di “illusione d’immortalità”. Secondo F.Lebigot, la nevrosi traumatica impone al soggetto di confrontarsi con gli effetti di un terribile spavento e provoca nell‟apparato psichico, la perdita dell‟”illusione d‟immortalità”: il soggetto non trova nell‟inconscio rappresentazioni per accogliere o modificare l‟esperienza vissuta, a tal riguardo Freud riteneva che “ognuno sa che dovrà morire, ma nessuno ci crede veramente” (1938, Freud - pag. 255-267) , ciò significa che nell‟inconscio non esistono rappresentazioni di sé come morti (viviamo tutti come se fossimo immortali) ed è proprio questa rappresentazione che irrompe nell‟apparato psichico al momento del traumatismo (2000, Lebigot - pag 2). Lenon Terr (1994), nei suoi studi sui bambini traumatizzati, distingue trauma di tipo I e trauma di tipo II. Il trauma di tipo I è un singolo evento eclatante (single blow), come un terremoto o uno stupro, che potremmo collegare al concetto di “trauma focale”; il trauma di tipo II è, invece, un trauma ripetuto, prolungato, come un abuso infantile protratto negli anni, che potremmo collegare al concetto di “trauma relazionale”. Nella sua visione i due tipi di trauma tendono a produrre differenti tipologie di meccanismi di difesa: con il trauma di tipo I, i meccanismi di difesa attivati sono iper-allerta ed evitamento degli stimoli mentre, un trauma di II tipo, innalza meccanismi difensivi quali diniego, rimozione, dissociazione, identificazione con l'aggressore inoltre, mentre i soggetti con trauma di tipo I generalmente ricevono sostegno dalla famiglia e dalla società e ricordano l‟evento traumatico, i soggetti con traumi di tipo II tengono segreta la relazione traumatica, difficilmente ricevono
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Il trauma in psicoanalisi: meccanismi di difesa implicati nelle nevrosi post-traumatiche e conseguenze del trauma sulla personalità

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Informazioni tesi

  Autore: Silvia Michelini
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: LidiaProvenzano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 102

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