L'accoglimento del caso ovvero la piega

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13 senza salti e discontinuit , il passaggio dall inorganico all organico, dall organico all animato. Ai ripiegamenti della materia, che si prolungano all infinito, secondo l insegnamento del preformismo biologico e del nascente calcolo infinitesimale, corrispondono le pieghe dell anima. Leibniz paragona la materia ad una tessitura infinitamente porosa, senza vuoti, simile ad un giardino pieno di piante, o come uno stagno pieno di pesci. Ma ciascun ramo delle piante, ciascun membro dell animale, ciascuna goccia dei loro umori, Ł a sua volta un tale giardino o un tale stagno. E sebbene la terra e l aria interposte tra le piante del giardino, o l acqua interposta tra i pesci dello stagno, non siano nØ piante nØ pesci, esse tuttavia contengono ancora altre piante e altri pesci, ma per lo piø in una forma sottile a noi impercettibile 20. La materia non Ł dunque un immenso essere vivente, tutto non Ł pesce, ma vi sono pesci dappertutto: l ubiquit del vivente. Come pensare a una tale immagine senza subito ricordare l opera dell Arcimboldo, L acqua , nella cui testa composta brulicano esseri marini che sembrano pronti, da un momento all altro, a dileguare e disporsi in configurazioni eternamente guizzanti, quasi che l autore abbia repentinamente fissato la forma umana nel momento fortuito in cui i pesci cos si sono disposti, per poi sparpagliarsi di nuovo. Infatti, secondo la leibniziana distribuzione delle anime a tutti i livelli del vivente, dall anima del corpo alle anime delle membra, e cos via, i microscopici animaletti inseparabili dalle parti fluenti del mio corpo, sono sempre pronti a ridiventarmi estranei come lo erano prima 21. L estrema mobilit del pensiero, la scivolosit dello sguardo e del gesto barocchi sono ascrivibili ad una mutata visione della realt , ad un cambio di prospettiva: mentre prima si osservava l esterno riducendo le sue complessit ad un oggetto organizzato secondo schemi antropocentrici, ora l esterno stesso concorre all atto visivo e speculativo, cosicchØ l uomo non lo debba definire tramite aggettivazioni, ma entrambi si definiscano grazie ad un azione di mutua delimitazione e incessante riconfigurazione. La questione del punto di vista ci riporta alla nostra casa barocca, dove risiede anche l anima, o monade, che nella sua stanza chiusa e senza luce racchiude dentro di sØ, riflettendolo e introiettandolo come un piccolo specchietto, l intero universo. L atto del riflettere Ł pertanto un attributo peculiare della monade, chiusa nel proprio stato di Uno che per avviluppa una molteplicit , quella del mondo. comparire delle nuove anfrattuosit , di modo che il nostro fiocco suggerisce la nozione piø generale di funzione continua ma non derivabile. (B.B. Mandelbrot, op. cit. p. 10). 20 G.W. Leibniz, Monadologia. Principi razionali della natura e della grazia, Bompiani, Milano, 2001, p. 89. 21 G. Deleuze, op. cit., p. 178. Arcimboldo, L Acqua , 1566, olio su tavola. Vienna, Kunsthistorisches Museen.

Anteprima della Tesi di Elena Bugada

Anteprima della tesi: L'accoglimento del caso ovvero la piega, Pagina 3

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: L.A.B.A., Libera Accademia di Belle Arti di Brescia

Autore: Elena Bugada Contatta »

Composta da 120 pagine.

 

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