Lingua dei segni italiana e tedesca: un'analisi comparativa. Il campo semantico dei mestieri e degli animali.

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17 liquidi7. Tra i più importanti successori di Heinicke nella scuola tedesca troviamo la vedova Heinicke che, insieme ad August Friedrich Petschke, continuò l'attività nell'istituto di Lipsia, ed il dottor Ernst Adolph Eschke (1766-1811), genero di Heinicke e fondatore della scuola di Berlino nel 1788. Il metodo tedesco era opposto al metodo mimico o "francese" ideato da De L'Epée, e questo fatto portò a una vera e propria controversia tra i sostenitori dei due metodi dopo la fondazione della scuola per sordomuti di Vienna che utilizza il metodo mimico. Heinicke cerca di convincere l'abate Storck, direttore di questa scuola ed ex-allievo di de l'Epée, ad abbandonare un metodo a suo parere dannoso ed insensato, perché essendo sconosciuto ai più avrebbe contribuito a tenere i sordomuti in completo e perenne isolamento dalla società. Venuto a conoscenza del fatto De l'Epée inizia uno scambio epistolare con Heinicke, nel quale espone il metodo mimico ed i suoi vantaggi. Il maestro tedesco non risparmia critiche nei confronti di questo, senza peraltro scrivere nulla intorno al metodo da lui adottato. L‟unica a dare il suo giudizio fra le tante interpellate è l'Accademia di Zurigo, che si pronuncerà in favore dell'abate francese e quindi del metodo gestuale. 1.3. I segni nome nella cultura sorda Nel corso della lettura del libro della nota scrittrice francese Emmanuel Laborit dal titolo Il grido del gabbiano [1995], sono stata incuriosita da alcune pagine in cui la scrittrice descrive il modo in cui i segnanti sordi sono soliti indicare i nomi delle persone, facendo una sorta di “secondo battesimo” che può prendere spunto da diversi fattori. Per questo motivo ho voluto approfondire l‟argomento in questo paragrafo, provando ad analizzare i criteri attraverso i quali i segnanti attribuiscono i segni nome alle persone. I sordi infatti non usano la dattilologia per indicare una persona, poiché risulterebbe un processo troppo lungo. Ma si “inventano” dei nomi che spesso indicano una particolare caratteristica fisica, oppure tratti caratteriali (l‟essere distratto, battagliero,ciarliero ecc.), comportamenti tipici (per es. piangere per ogni cosa), o abitudini passate o attuali di quella determinata persona. Per spiegare meglio di cosa si tratta, riporto un brano tratto dal citato libro della Laborit, che nonostante faccia riferimento alla realtà della LSF (essendo la scrittrice francese), si può applicare anche alla LIS: ho anche mescolato la “J” iniziale del suo nome col segno a lato della testa, che significa «nella luna». Lui è spesso distratto. Mio padre è «Jacques la luna». I sordi danno nomignoli particolari a tutti. A Vincennes, i sordi avevano deciso di chiamare mia madre «Denti di coniglio», perché aveva i denti leggermente sporgenti. La mamma diceva: «Non se ne parla […]». Le abbiamo dato un altro nome, che le sta a pennello: «Anne la battagliera». Si fa il segno della “A”, braccio alzato, pollice divaricato, e il pugno chiuso proteso. […] 7 L'aceto forte avrebbe così stimolato la produzione della vocale , l'estratto di assenzio quella della vocale , l'acqua zuccherata quella della , l'olio di oliva quella della ed infine l'acqua pura quella della .

Anteprima della Tesi di Veronica Siddi

Anteprima della tesi: Lingua dei segni italiana e tedesca: un'analisi comparativa. Il campo semantico dei mestieri e degli animali., Pagina 11

Laurea liv.I

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Veronica Siddi Contatta »

Composta da 103 pagine.

 

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