La comunicazione dell’aeronautica militare, dal 1980 ai giorni nostri. Difformità tra il modello azzurro e la policy interforze.

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Prefazione Ci sono interpretazioni discordanti riguardo la comunicazione istituzionale dell’Aeronautica Militare e la sua efficacia. Vittorio Argento, vicedirettore di Radio Uno e dei giornali Radio Rai e maggiore del Corpo di Commissariato Aeronautico, pensa che il modello azzurro sia il migliore tra le Forze armate italiane. L’attuale ordinamento ha portato alla realizzazione di una rete di pubblica informazione e comunicazione che si dirama sul territorio nazionale e funziona grazie ad un flusso informativo di tipo top-down, (cioè dal vertice alla base e viceversa). Esistono strategie e strutture dedicate, che producono soluzioni trasparenti anche in momenti di emergenza e crisi. Il prof. Gregory Alegi non è della stessa opinione. Lo storico dice che l’attività della Forza armata va incontro ad una serie di ostacoli e difficoltà, quindi la comunicazione è gioco forza problematica. A cominciare dal fatto che il volo non è un’attività che si vede o presente in maniera omogenea, come ad esempio quella dell’Esercito, perché si svolge altrove, in cielo. Inoltre l’Aeronautica non gode più del monopolio del volo, lo scenario è cambiato con l’avvento di moltissime compagnie private. Altro fattore negativo è quello culturale: il corpo azzurro è pervaso dal linguaggio tecnico, d’accademia, non incline ad un tipo di comunicazio- ne rivolta ad un pubblico di massa. “Se la comunicazione è davvero così efficace - chiede Alegi - perché l’opinione pubblica si scandalizza ancora per la morte di sei Parà a Kabul” 1 ? Il tenente colonnello in congedo Francesco Barontini, portavoce del generale Leonardo Tricarico ai tempi del suo mandato come Capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica, è d’accordo con entrambi. O meglio, condivide il pensiero di Argento a livello nazionale ed afferma che all’estero la comunicazione della Forza armata è inefficace, in molti casi addirittura oggetto di manipolazione o censura (vedi i conflitti in Kosovo, Afghanistan e Iraq), perché non agisce autonomamente ma in ottemperanza alla policy interforze dettata dal Ministero della Difesa. 1 Il 17 settembre 2009 muoiono in un attentato sei paracadutisti della Folgore in missione in Afghanistan, altri quattro militari remangono feriti, e molte sono le vittime anche tra i civili. 9

Anteprima della Tesi di Mattia Bello

Anteprima della tesi: La comunicazione dell’aeronautica militare, dal 1980 ai giorni nostri. Difformità tra il modello azzurro e la policy interforze., Pagina 1

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Sociologia

Autore: Mattia Bello Contatta »

Composta da 136 pagine.

 

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