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La comunicazione dell’aeronautica militare, dal 1980 ai giorni nostri. Difformità tra il modello azzurro e la policy interforze.

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influenzare i processi decisionali e le scelte strategiche degli stati 4 . L’opinione pubblica occidentale mal sopporta la perdita di vite umane, tra i propri militari, ma anche tra la popolazione civile e persino nei ranghi dell’avversario. Un solo caduto in una missione può provocare ripercussioni politiche che, nei casi più gravi, possono portare a una crisi di governo o addirittura al ritiro del contingente. Uno studio sulla guerra in Vietnam mostrava come negli anni ’70 il supporto dell’opinione pubblica calasse del 15% ogni volta che le vittime aumentavano in proporzione di 10 (da 100 a 1.000, da 1.000 a 10.000, etc.) 5 . Oggi il tasso di “accet- tazione della morte” è di gran lunga inferiore. Come ha detto James Shea, portavoce della NATO durante l’operazione Allied Force in Kosovo del 1999: “[…] ogni tipo di operazione militare tende ad essere controversa agli occhi dell’opinione pubblica. Alcuni saranno pacifisti ad ogni costo. Altri […] saranno più concentrati su ‘è questa la strategia vincente?’. Altri si sentiranno piuttosto frustrati che la cosa si stia trascinando a lungo prima di avere successo […]”. Non meno devastanti sono gli effetti politici dell’immagine del pilota abbattuto, o ucciso, o catturato e sottoposto a un duro interrogatorio, si pensi all’esposizione televisiva degli equipaggi finiti in mani irachene o alle decapitazioni diffuse nel web e nei network televisivi. E’ facile intuire quanto la comunicazione sia di fondamentale importanza nel mondo militare. Riprendiamo le parole di James Shea: “[…] non devi considerare l’aspetto mediatico meno seriamente di quanto tu non faccia con la stessa operazione militare”. In Italia però non si è fatto abbastanza per quel che concerne l’attività aerea, infatti l’opinione pubblica nazionale percepisce le missioni fuori area prevalentemente come a connotazione terrestre. Paradossalmente, aver minimizzato i conflitti in Europa grazie a sicurezza e difesa, costituisce un ostacolo nel giustificare all’opinione pubblica l’uso della forza: le Forze armate sono viste solo come garanti della pace in missioni di umanitarie o di soccorso in caso di disastri (peace keeping e peace enforcing) 6 . Indubbiamente esistono problemi culturali nel far comprendere la componente operativa della forza aerea. Il lessico e il linguaggio degli aviatori è 4 Cosci Stefano, “Comunicare l’air power. Una nuova sfida per una moderna forza aerea”, Rivista cit., pp. 186-195. 5 W. M. Hammond, Public Affairs: The Military and the Media, 1962-1968, Washington, Center of Military History, United States Army, 1988. 6 Barontini Francesco, La verità della guerra. Il caso dell’operazione Allied Force, quaderni dell’ISTRID (Istituto Studi e Ricerche Informazioni Difesa), quaderno n. 14, Roma 2001, pag. 16. 15
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Informazioni tesi

  Autore: Mattia Bello
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Urbino
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Editoria, comunicazione multimediale e giornalismo
  Relatore: Daniela Morandini Chiarioni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 136

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