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Pierre Janet, le origini della disaggregazione psicologica

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XIII Ma l‟automatismo psicologico viene considerato anche nella sua forma parziale, ovvero nei casi in cui la personalità ulteriore di un malato non è in grado di eclissare completamente la sua personalità abituale, non dispone cioè del potere di suscitare quelle amnesie che impediscono di ricordare quanto è avvenuto dopo la temporanea assunzione vicaria del controllo della psiche, e si deve accontentare di agire, facendosi gioco degli ostacoli frapposti dalla coscienza ma permettendo a quest‟ultima di assistere al proprio incauto modo di operare, sia pure precludendole l‟opportunità di un intervento inibitore (Cfr Janet, 1889). L‟automatismo psicologico parziale può essere inquadrato in un‟ottica psicoanalitica come il disturbo funzionale di un individuo affetto da nevrosi. L‟automatismo non si manifesta nella sua forma totale, ovvero l‟Io è in qualche misura consapevole di quanto gli accade, l‟esame di realtà viene mantenuto, anche sé è probabilmente difettoso, ovvero risente di un notevole grado di soggettività nell‟interpretazione degli eventi. Siamo all‟interno di un paradigma che siamo soliti definire freudiano, ma che in realtà è stato delineato con alcuni anni di anticipo da un ricercatore francese che ha goduto di un breve periodo di notorietà prima che la sua fama venisse rapidamente oscurata. Nel secondo capitolo verrà data una descrizione cronologicamente dettagliata dell‟ordine con cui prima Janet e poi Freud introdurranno concetti psicologici in buona parte identici, facendo uso di terminologie personalizzate. Freud non farà sfoggio di particolari manierismi nel rendere onore al medico francese, e tenderà a dimenticarsi grossolanamente di chi ha avuto intuizioni simili alle sue in tempi precedenti. Dichiarerà di non averne letto le opere e si limiterà a brevi accenni, associando il nome di Janet a quello di Breuer, suo collaboratore, a proposito di coloro che per primi hanno scoperto l‟importanza dell‟inconscio inteso in senso psicologico. Ma solo pochi anni dopo, in apertura della prima delle Cinque conferenze sulla psicoanalisi (1909) tenute negli Stati Uniti, Freud, approfittando del calo di popolarità dell‟antagonista francese, si coprirà di modestia attribuendo esclusivamente al proprio amico e collaboratore Joseph Breuer il merito di aver curato per la prima volta una ragazza isterica facendo uso del metodo catartico, mentre egli, Freud, era ancora alle prese con gli ultimi esami di medicina. Il caso in questione sarebbe stato trattato addirittura tra il 1880 ed il 1882, ma la pubblicazione sarebbe avvenuta solo più di dieci anni dopo, negli Studi sull’isteria (1895). Ellenberger (1970) è uno dei tanti autori che hanno messo in evidenza la manipolazione delle date che sembrerebbe fatta apposta per permettere a Freud di
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Pierre Janet, le origini della disaggregazione psicologica

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Informazioni tesi

  Autore: Sergio Divino
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Giorgio Blandino
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 157

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