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Cantiere per l'esecuzione di un ripascimento con temporaneo deposito in mare: analisi della dispersione dei sedimenti

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13 originali dell’area. Ad esempio le scogliere longitudinali emerse, una delle opere maggiormente impiegate, sono utili per ridurre l’energia dell’onda incidente e per interferire con il trasporto di sedimenti lungo costa; allo stesso tempo però si sono rivelate esse stesse causa di erosione in quanto spostano il fenomeno sui litorali limitrofi, spesso non protetti. Per contrastare il degrado del litorale e salvaguardare il turismo, la Regione Emilia-Romagna ha avviato nel 1979 una politica innovativa, basata sulla rimozione delle cause dell’erosione e sulla difesa dei tratti critici con il ripascimento artificiale in alternativa alle opere rigide. Mettendo in pratica questi due principi, il Piano Coste, predisposto dalla società Idroser nel 1981 per conto della Regione, mirava proprio a ridefinire la politica di intervento adottata fino ad allora, per evitare la scomparsa della spiaggia naturale, la più pregiata ai fini del turismo balneare. Un nuovo piano costiero (1996) ha stabilito che il bisogno di ripascimento per il mantenimento della linea di riva è dell’ordine dei 2 milioni di m3 all’anno: la reperibilità di materiale di elevata qualità ed a basso costo è quindi il principale problema da risolvere. Il prezzo elevato del materiale di cava, l’impatto ambientale del trasporto via terra e soprattutto l’insufficienza dei punti di approvvigionamento rispetto al fabbisogno hanno portato nel 2000 la Regione a finanziare il primo intervento di ripascimento con sabbie sottomarine [1]. Attualmente sono stati individuati depositi di sabbia sommersi ma, per la mancanza di risorse economiche, solo un decimo della quantità di materiale necessaria è stata portata alle spiagge, con l’ovvia conseguenza di una generale erosione delle spiagge ancora attiva. Una fonte non trascurabile di sedimenti è costituita dalla sabbia dragata in corrispondenza delle imboccature dei porti, sabbia che in altre regioni viene spesso male utilizzata o dispersa al largo. Il materiale che si deposita nelle entrate dei porti, infatti, altro non è che la frazione più fine della sabbia presente nelle spiagge e movimentata dal trasporto lungo riva: si tratta perciò di materiale di ottima qualità, seppure un po’ più fine.
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Cantiere per l'esecuzione di un ripascimento con temporaneo deposito in mare: analisi della dispersione dei sedimenti

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Informazioni tesi

  Autore: Davide Merli
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria civile e ambientale
  Relatore: Alberto Lamberti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 135

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Parole chiave

convezione
diffusione
dragaggio
palancola
ripascimento
torbidità

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