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Organizzazione aziendale delle società sportive

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7 bene sport sia fornito dal settore pubblico ma che la parte residuale di domanda, quella non soddisfatta dallo Stato, sia soprattutto coperta dal settore commerciale. E questo è certamente quello che si è verificato per gli sport individuali la cui fornitura è stata affidata al settore commerciale, tramite la creazione di centri fitness e salute. 1.2 Il calcio come bene di mercato Lo studio e l‟interpretazione del calcio come bene di mercato è gemmato dalla più ampia analisi economica dello sport4. L‟analisi economica dello sport non è una scoperta recente della scienza economica. Un primo seminale contributo è un articolo di Walter Neale5, in cui l‟autore prova a delineare le specificità delle imprese operanti nell‟industria dello sport rispetto ai tradizionali mercati. Una prima, e forse più importante, peculiarità dello sport evidenziata da Neale è costituita dal fatto che le imprese operanti in questo mercato necessariamente producono un prodotto congiunto indivisibile. Le imprese sportive producono un prodotto indivisibile da processi separati di due o più imprese [ ... ] ma il prodotto in sé si presenta come una mescolanza del tutto peculiare: è divisibile in parti, ognuna delle quali può essere ed è venduta separatamente ma costituisce anche un prodotto multiplo, congiunto e indivisibile6. L‟industria dello sport, infatti, produce competizioni sportive e una competizione è necessariamente il prodotto della partecipazione di almeno due concorrenti. In termini teorici, questo implica che qualsivoglia analisi dello sport non possa prescindere dalla considerazione di un‟interazione diretta tra i diversi agenti. L‟unità di analisi dell‟economia dello sport diviene, quindi, la lega sportiva che gestisce l‟organizzazione dei diversi campionati e non il singolo club. Secondo Neale, infatti, è la lega che può essere assimilata all‟impresa tradizionale. È la lega che organizza i campionati e quindi che crea il prodotto sportivo. In particolare, ogni lega sportiva costituirebbe un monopolio. Questo nasce dal fatto che, a differenza di altri settori, le singole squadre sono tenute a cooperare. Invero, le leghe tendono a divenire monopoliste nell‟offerta di un singolo sport. È pertanto prevedibile una concorrenza reale tra diverse leghe che organizzano diversi sport e non tra diverse leghe nello stesso sport. Sulla base di questa impostazione, la principale preoccupazione degli economisti che si occupano di sport è il concetto di equilibrio della competizione (competitive balance – argomento trattato nel capitolo successivo). Questo modello trova la sua migliore applicazione negli sport di squadra degli Stati Uniti. L‟organizzazione del campionato 4 Si veda Bof e altri, 2008, cap. 1. 5 Pubblicato nel 1964 sul Quarterly Journal of Economics. 6Neale, 1964, p. 2, trad. Personale. Testo originale: "The sporting firms produce an indivisible product from the separate processes of two or more firms […]. But the product itself is a peculiar mixture: it comes divisible in parts, each of which can be and is sold separately, but it also a joint and multiple yet indivisible product".
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Organizzazione aziendale delle società sportive

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Informazioni tesi

  Autore: Ruggero Rinaldin
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Libera Univ. Internaz. di Studi Soc. G.Carli-(LUISS) di Roma
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e direzione delle imprese
  Relatore: Franco Fontana
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 335

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