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Il Premio Scipione tra continuità e fratture. Cinque edizioni in cinquant'anni.

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3 sono fatti portavoci di linguaggi e ricerche estetiche d’avanguardia, capaci di rispecchiare a pieno il clima del dopoguerra, fondato sul confronto acceso tra figurativi ed astrattisti. Le edizioni all’insorgere del nuovo secolo hanno creato una vera e propria frattura con i Premi precedenti, allargando l’osservatorio su registri eterogenei dalla scultura alla pittura all’istallazione, segno delle modificazioni che hanno riguardato i linguaggi dell’arte, posti da tempo nell’ottica di un pluralismo che è certo la sua nota distintiva. Inglobando anche opere di artisti stranieri, è stato possibile verificare le esperienze attuali, in una proiezione spostata oltre il piano nazionale. L’edizione del 2000 è stata gestita da una giuria, presieduta da Giorgio Cortenova, quella del 2002 invece, da un unico curatore: Enrico Crispolti. Dopo la prima edizione, il Premio Scipione sembrava destinato a diventare un punto di riferimento nel panorama italiano del secondo dopoguerra, ma la discontinuità che lo ha caratterizzato non gli ha permesso di garantirsi quella visibilità necessaria a renderlo una manifestazione riconosciuta a livello nazionale ed internazionale. E’ importante però sottolineare che il Premio ha costituito per la città di Macerata, una fonte preziosa per l’acquisizione di opere d’arte. La prima edizione del concorso è stata organizzata dalla Brigata Amici dell’Arte e le successive fino al 1964 dal Comune di Macerata, con la collaborazione di altri Enti; alcuni dei lavori premiati hanno accresciuto la collezione della Pinacoteca civica, risultando tra l’altro i prodotti più interessanti. A partire dalla quarta edizione, la Fondazione Carima è diventata l’ente promotore dell’evento, sebbene affiancata dall’Amministrazione Provinciale e dal Comune; il Premio è così definitivamente sfociato dal settore pubblico a quello privato. Alcune opere esposte durante le mostre temporanee del 2000 e del 2002, una per ogni artista partecipante, sono state acquisite dalla Fondazione, andando ad incrementare l’importante Raccolta d’Arte Contemporanea di Palazzo Ricci. Oggi sarebbe necessario riproporre una manifestazione tale, così da tenere alto il nome della città-capoluogo che vanta già una punta di eccellenza nelle attività dello Sferisterio Opera Festival, noto oltre il territorio nazionale. Macerata dimostrerebbe di meritare di nuovo, quel ruolo di “Atene della Marche” che in passato le venne conferito, se tornasse a dedicare una maggiore attenzione alle attività culturali, tra le quali quelle artistiche, che avrebbero peraltro una ricaduta positiva sull’intera regione.
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Il Premio Scipione tra continuità e fratture. Cinque edizioni in cinquant'anni.

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Informazioni tesi

  Autore: Giulia Scheggia
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Ferrara
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Comunicazione della Cultura e delle Arti
  Relatore: Ada Patrizia Fiorillo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 96

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