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Il Premio Scipione tra continuità e fratture. Cinque edizioni in cinquant'anni.

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6 delle ricerche costruttiviste, rivendicando all’arte una valenza artigianale che vi includeva la possibilità di sfociare nel design. Con le loro ricerche essi anticiparono pertanto, alcuni fenomeni prossimi nel panorama artistico: l’uscita dal quadro ed il ricorso a materiali eterogenei. L’esperienza del Fronte terminò nel 1950, in seguito ad un’ulteriore scissione da parte dell’ala astrattista: Birolli, Corpora, Morlotti, Santomaso, Turcato, Vedova, Afro e Moreni, sostenuti dal critico Lionello Venturi, diedero vita nel 1952 al Gruppo degli Otto. Venturi affermava la necessità di legare la cultura artistica italiana alla grande tradizione europea e soprattutto francese, sottolineando la libertà dell'espressione pittorica ed il primato della coerenza formale dell'opera rispetto ad ogni condizionamento ideologico. Tra le novità che affiorarono nell’immediato dopoguerra, ricoprendo una posizione originale rispetto all’astrattismo geometrico e al dettato figurativo, vanno considerati lo Spazialismo e l’Informale. Lo Spazialismo nacque per iniziativa dello scultore Lucio Fontana nel 1946 e fu teorizzato in sette manifesti apparsi tra il 1947 e il 1953. Fontana realizzò nel 1949 Concetto spaziale: una superficie di tela grezza crivellata di buchi, con cui sancì l’illusione di comprendere nell’opera, lo spazio oltre la tela, superando appunto i limiti imposti dalla cornice. Il Manifesto tecnico dello Spazialismo, redatto nel 1951, proponeva di distaccarsi sia dal realismo che dall’astrattismo attraverso la sintetizzazione dello spazio, del tempo e del movimento nel quadro, esortando ad utilizzare nuovi strumenti: radio, televisione, luce di wood. Numerosi artisti decisero di aderirvi, condividendo la medesima ricerca verso l’esperienza continua tra arte e vita, pur diversificandosi ciascuno secondo il proprio stile. Materiali innovativi per la creazione artistica furono adottati anche dal movimento Informale, anticipato alla fine degli anni Quaranta dal gruppo Origine, formato da Colla, Burri e Ballocco. Il nome derivava dalla necessità di “esprimere all’origine l’emozione della vita nel mistero del suo svolgersi per identificare nell’arte odierna lo spirito umano che le corrispondeva. Quindi “Origine”, come liberazione dalle molteplici strutture, e dalla identificazione con la verità in noi stessa contenuta.” 5 L’Informale costituì una stagione importante per l’arte europea, proponendo un ritorno all’originarietà dell’atto pittorico, del segno, e all’esplorazione di un nuovo rapporto con la materia, sebbene in ciascun Paese la corrente assunse caratteri peculiari. Nel corso del tempo confluirono nel nuovo versante dell’Informale italiano molti spazialisti e nucleari, esponenti del Fronte Nuovo e del Gruppo astrattista degli Otto; oltre alla maggior parte degli artisti provenienti dall’esperienza di Forma I. Secondo il giudizio di Giulio Carlo Argan, le radici del movimento erano da ricercare nel mutato rapporto tra individuo e collettività. Con il venir meno della fiducia nella funzione sociale dell’arte e in quella salvifica del progresso tecnico e industriale, l’artista trovava la propria salvezza unicamente nella prassi, in un fare privo di storia, obiettivi, impulso etico. 6 Il 5 La citazione è tratta da: A. Pansera, M. Vitta, Guida all’arte contemporanea, Marietti, Torino 1986, p.153 6 G. C. Argan, Salvezza e caduta dell’arte moderna, in “Il Verri”, giugno 1961, n. 3, p.14
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Il Premio Scipione tra continuità e fratture. Cinque edizioni in cinquant'anni.

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Informazioni tesi

  Autore: Giulia Scheggia
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Ferrara
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Comunicazione della Cultura e delle Arti
  Relatore: Ada Patrizia Fiorillo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 96

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