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Il Premio Scipione tra continuità e fratture. Cinque edizioni in cinquant'anni.

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7 riconoscimento ufficiale dell’Informale giunse in Italia tuttavia, tardivo. La Biennale di Venezia del 1960 assegnò i premi a Pietro Consagra, ad Emilio Vedova, al francese Jean Fautrier e al tedesco Hans Hartung, consacrando l’Informale europeo, quando la poetica del New Dada e del Nouveau realism stava già decretando il superamento dell’arte gestuale e materica. Gli ultimi esempi notevoli del movimento furono presentati alla edizione successiva della Biennale, nel 1962, che vide vincitori Capogrossi e Morlotti, Manessier e Giacometti, tra le costanti polemiche della stampa cattolica e comunista. 1.1 Il panorama artistico maceratese all’indomani del secondo conflitto mondiale Il clima artistico marchigiano fu caratterizzato fin dagli anni Dieci da un certo eclettismo, grazie alle ricerche importate da artisti, la cui formazione si stava affermando a Roma o nelle principali capitali europee. Tuttavia non era impresa facile smuovere un ambiente ancorato per lo più ai canoni artistici tradizionali, di derivazione tardo-ottocentesca. Nel 1922 Ivo Pannaggi realizzò a Macerata la prima Eposizione Futurista nelle Marche, a cui aderirono Umberto Boccioni, Giacomo Balla, Fortunato Depero, Antonio Marasco, Vinicio Paladini, Enrico Prampolini, Mario Sironi. L’evento suscitò numerose polemiche e discussioni, ma anche l’interesse di alcuni giovani che a distanza di un decennio costituirono a Macerata il “Gruppo Futurista”, primo nucleo d’avanguardia nella regione. Mentre negli anni precedenti le iniziative futuriste non avevano riscosso alcun successo, ora, il pubblico dimostrava, almeno in parte, maggior interesse verso le nuove sollecitazioni culturali. Il Gruppo Futurista battezzato “Boccioni”, rappresentò l’inizio di una vorticosa attività nel campo della pittura, della scultura, della grafica, della pubblicità, del cinema, che dal 1932 vide figure quali Bruno Tano, Sante Monachesi, Fernando Paolo Angeletti e Rolando Bravi, animare la scena artistica dell’intera regione tanto da essere promossi da Marinetti da “gruppo maceratese” a “gruppo marchigiano”. Nel corso del tempo si aggiunsero nuovi componenti: Antonio Bartocci, Fulvio Benedetti, Virginio Bonifazi, Italo Carsetti, Gualtiero Castiglioni, Mario Coltorti, Mariano De Francesco, Alfonso Grilli, Franco Malatini, Fulvio Raniero Mariani, Enrico e Lamberto Massetani, Cesare Merli, Mario Monachesi detto Chesimò, Vincenzo Montanari, Enzo Pandofili di Ancona, Umberto e Alberto Peschi, Secondo e Terzo Pianesi, Ettore Pigliapochi, Giovanni Sabalich, Ubaldo Serbo, Amorino ed Auro Tombesi, Wladimiro Tulli. Successivamente entrarono nel sodalizio Augusto Antonelli, Brandi di Tolentino, Vitaliano Lapponi, Wladimiro Minuti, Ivo
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Il Premio Scipione tra continuità e fratture. Cinque edizioni in cinquant'anni.

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Informazioni tesi

  Autore: Giulia Scheggia
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Ferrara
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Comunicazione della Cultura e delle Arti
  Relatore: Ada Patrizia Fiorillo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 96

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