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Il Premio Scipione tra continuità e fratture. Cinque edizioni in cinquant'anni.

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8 Mozzicafreddo, Elio Piccioni e Giorgio Sparapani. Consacrati fin dal principio ad una molteplicità di interessi, si dedicarono prevalentemente all’aeropittura, declinando al pari forme espressive come l’aeroscultura, l’aeropoesia, l’aeromusica, il futurcine, il fotomontaggio e il giornalismo. Dal 1938 al 1940 il gruppo avviò un processo di incentivazione futurista nell’intera regione, attraverso un crescendo di attività espositiva: la Mostra dei Sotto i Trenta a Macerata, la Mostra di Aeropittura futurista al Casino Dorico di Ancona, la partecipazione alla VI Mostra Interprovinciale del Sindacato di Belle Arti delle Marche, sempre ad Ancona, e la Mostra Nazionale Viaggiante di Aeropittura Futurista, che interessò la riviera adriatica da Falconara a Fano, da Pesaro a Rimini. L’attività del gruppo si concluse dopo la morte di Tano nel 1942 e praticamente l’anno successivo con la partecipazione alla Quadriennale Romana. Tulli ne era diventato il principale animatore, e lo aveva ribattezzato “Gruppo Boccioni-Tano”, potendo contare sulla partecipazione di alcuni superstiti del raggruppamento “Boccioni” oltre a nuovi artisti quali William Cardi e Giulio Centini. Nel 1943 Tullio Crali cercò di riunire i futuristi locali, ma il suo tentativo restò vano a causa delle divergenze politiche e i differenti ambiti di ricerca tra i vari esponenti. Dalle parole di Anna Caterina Toni, se ne trae un profilo: “Il bilancio -è quanto annota il critico- del decennio operativo degli artisti futuristi nelle Marche, è da considerare positivo, perchè ha aperto la cultura della regione alle Avanguardie, suggerendo la possibilità di svincolarsi dalla tradizione, e d’inserirsi in un contesto nazionale ed internazionale, tramite, ad esempio, le Biennali di Venezia, ricco di stimoli vitali e di suggestioni feconde. Grazie agli apporti futuristi, infatti, si sviluppano nuove suggestioni, che si svolgono in aree diverse di ricerca, dall’astrattismo all’informale, dal realismo alla pop art, dall’arte concettuale alla body art.” 7 L’altra grande Associazione vitalistica della città era la Brigata Amici dell’Arte, istituita nel 1937, venne ricomposta durante la fine della guerra, nel 1944, grazie a Bonifazi, Monachesi, Ginobili, Parrino, Giuseppucci, e in soli due anni riuscì a contare sull’appoggio di ottocento iscritti. Ben centonove sono state le manifestazioni culturali organizzate tra il 1944-45, tra cui una conferenza dedicata a Scipione nel 1945 e una mostra postuma dell’artista le cui opere furono trasportate direttamente dalla Biennale di Venezia a Macerata nel 1948. 8 Il primo tentativo di creare un Premio Scipione, in collaborazione con la Camera di Commercio, nacque proprio all’interno della Brigata nel 1952, in occasione della VII Mostra- Mercato Marchigiana, solitamente affiancata da una rassegna artistica; la concretizzazione del progetto avvenne però solo nel 1955. Il clima artistico maceratese era sostanzialmente diviso tra passatisti e modernisti: da una parte Monti, Luchetti, Mainini, ed altri artisti, 7 A. C. Toni, Sviluppi ed esiti del Futurismo nelle Marche, in “I luoghi del Futurismo (1909-1944), Atti del Convegno Nazionale di Studio”, Macerata, 30 ottobre 1982, Multigrafica editrice, Roma 1986, p.104 8 Corrispondenza tra Ferruccio Giuseppucci e Goffredo Binni, 18 febbraio 1956, in Archivio della “Rassegna stampa Montanari”, Manoscritto 1511 XVIII-15
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Il Premio Scipione tra continuità e fratture. Cinque edizioni in cinquant'anni.

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Informazioni tesi

  Autore: Giulia Scheggia
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Ferrara
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Comunicazione della Cultura e delle Arti
  Relatore: Ada Patrizia Fiorillo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 96

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