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Le misure di prevenzione: microsistema giuridico penale connotato da perenne emergenza

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14 legge del 24 giugno 1871, per la repressione del malandrinaggio, si pervenne ad una ampia riforma della legge organica di Pubblica sicurezza, risalente al 20 marzo 1865, n. 2248, allegato b. Una organica sistemazione delle misure di prevenzione si ebbe con la legge di pubblica sicurezza 30 giugno 1889, n. 6144, che segn la scomparsa dal Codice Zanardelli dei reati meramente indiziari che colpivano le persone sospette, in quanto indicate, dalla pubblica voce, come autori di crimini o delitti, in particolare estorsioni, grassazioni, furti e truffe, nonchØ quei fatti puramente sintomatici gi perseguiti dalla previgente legislazione sardo-piemontese. Si tratt di una legislazione sostanzialmente intesa a garantire forme di protezione ad un assetto sociale ancora non pienamente identificato nello Stato unitario; in questa direzione si inser , in chiave preventiva, anche il Regio Decreto 19 novembre 1889, n. 6535, Regolamento sulla mendicit , inteso a regolare e controllare l ampia fascia di disagio sociale presente in quegli anni nelle province del Regno. 1.2 Scuola classica. Uno dei capisaldi del costituzionalismo liberale fu che alla divisione dei poteri fece corrispondere articolazione di funzioni, distinguendo un agire di diritto da un agire di fatto. Illustri esponenti della dottrina liberale sostennero non solo l opportunit e la necessit di un sistema preventivo di polizia ma anche la legittimit di un apparato preventivo avente finalit di prevenzione dei crimini 17. E necessario, per , sgombrare il campo da un ricorrente luogo comune, secondo il quale i contorni assunti dal sistema preventivo italiano nell Ottocento, a partire dalla legge di pubblica sicurezza del 26 febbraio 1852 ( c.d. legge Galvagno, dal nome del proponente Ministro dell Interno), avrebbero trovato autorevole copertura ideologica nella celebre distinzione che Francesco Carrara introdusse nei Prolegomeni del Programma del corso di diritto criminale tra magistero penale e magistero del buon governo 18. L opera di Carrara offre, invece, spunti indispensabili per cogliere i primi sintomi del disagio verso le misure di prevenzione personali. L aspetto piø interessante della questione Ł che le trasgressioni di polizia di cui parlava Carrara, contrapponendole ai delitti veri e propri, non erano provvedimenti praeter delictum finalizzati all applicazione di misure restrittive della libert personale in assenza della commissione di un reato, ma violazioni di carattere contravvenzionale. Da questa prima distinzione derivava il secondo punto fermo del pensiero del Carrara: il rifiuto delle pene del sospetto, applicate sulla mera base di indizi di colpevolezza. Quindi, i due capisaldi del pensiero del Carrara in materia preventiva erano: la natura, tipica e tassativa, delle trasgressioni di polizia; il rifiuto delle pene del sospetto. Punto di partenza era il definitivo affermarsi del principio di legalit , che, legato indissolubilmente al destino della codificazione, imponeva di descrivere in un testo di legge i fatti vietati e le sanzioni che li punivano; si strutturava, dalla prima valenza relativa al divieto di analogia, nei diversi corollari della irretroattivit della legge penale e della necessaria tassativit nella convinzione di non dover intralciare una risposta che andava pur data e nella speranza che i cruciali confini della legalit costituzionale non sarebbero stati varcati . 17 O. RANELLETTI, La polizia di sicurezza, in V. E. ORLANDO ( a cura di), Primo Trattato completo di diritto amministrativo italiano , Milano 1908, vol. IV, p. 286: Funzione propria della giustizia Ł l amministrazione del diritto, cioŁ il riconoscere il diritto, difenderlo dalle violazioni, applicarlo ( ) La sua attivit si esplica quindi sul fatto gi accaduto ( ) secondo un procedimento formale, e quindi la sua azione di difesa del diritto e dell ordine giuridico viene fatta in diritto, cioŁ col giudizio, colla decisione ( ). Invece la polizia non amministra il diritto ( ) essa tutela l ordine, la sicurezza dello Stato in fatto: essa di fatto si oppone all infrangimento dell ordine giuridico; e perci la sua azione deve necessariamente esplicarsi nel presente e nel futuro, non nel passato. Di qui deriva che la polizia non difende, in molta parte della sua attivit , l interesse di singoli individui ( ) ma difende immediatamente l interesse pubblico; non tutela immediatamente il diritto che regola i rapporti dei singoli subbietti giuridici, ma il bene comune, il bene di tutti; essa, quindi si ispira non soltanto al criterio della legalit ma anche a quello dell utilit e, agendo, attua l idea morale dello Stato e provvede non solo dal punto di vista della legalit , ma anche dal punto di vista della opportunit , della convenienza . Nella sua opera, la dottrina tende a leggere l affermazione della posizione di preminenza e supremazia dello Stato rispetto al cittadino. 18 D. PETRINI, La prevenzione inutile, cit., p.2.
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Le misure di prevenzione: microsistema giuridico penale connotato da perenne emergenza

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Informazioni tesi

  Autore: Francesco Iovino
  Tipo: Diploma di Laurea
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: LMG01 Laurea magistrale in giurisprudenza
  Relatore: Sergio Moccia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 325

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Parole chiave

corte e.d.u
excursus storico
misure di prevenzione
misure di prevenzione sport
misure patrimoniali
misure personali
pacchetto sicurezza 2008
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