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Le misure di prevenzione: microsistema giuridico penale connotato da perenne emergenza

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16 La contrapposizione tra magistero penale e magistero di polizia non mirava a giustificare l aggiramento delle garanzie formali ai fini della repressione (camuffata da prevenzione) dei soggetti marginali o degli avversari politici, ma rispondeva a ben piø nobili ragioni di coerenza interna, proprie di un sistema criminale caratterizzato da una forte valenza giusnaturalistica. Nel proporre la contrapposizione tra i due magisteri, Carrara era mosso esclusivamente dall intento di rimanere coerente al giusnaturalismo che ispirava tutta la sua opera, e non dal desiderio di offrire un comodo alibi all aggiramento dei diritti e dei principi di garanzia giurisdizionale dei cittadini attraverso la creazione del sistema preventivo personale. Puntando al cuore del problema ed affrontando il primo dei due aspetti critici che caratterizzavano la posizione del Carrara in materia di prevenzione personale, ossia se fosse legittimo, ed auspicabile, un sistema all interno del quale si giungesse a limitare la libert personale di un cittadino, prescindendo dalla commissione di un reato, l Autore specificava il tipo di violazioni che atteneva ai due sistemi: Il criterio che separa il magistero penale dal buon governo consente di distinguere anche i delitti dalle trasgressioni 25. E nel capitolo del primo libro del Programma, intitolato al Criterio della qualit nei delitti , in una lunga nota dedicata alle trasgressioni, si legge che Ł propriamente necessario ed inevitabile nei regolamenti di polizia desumere la classazione delle contravvenzioni dal diverso bene protetto con le proibizioni di certi atti, anche moralmente innocenti e che non recano attuale violazione o pericolo al diritto 26. Il Carrara, nel proporre il ricorso ad un autonomo codice preventivo, nella sostanza individuava tre ambiti diversi. In primo luogo, le violazioni alle leggi finanziarie e le disposizioni che regolamentavano la regalia ed il commercio. Vi erano poi le tradizionali ipotesi di oziosit e vagabondaggio. Infine alcuni <vizi> quali l infingardaggine, la prodigalit , la crapula, e, soprattutto, il gioco d azzardo 27. L esclusione di queste violazioni di polizia dal codice penale, in quanto non venivano considerate delitti perchØ non ledevano un diritto altrui, poteva portare, in astratto, a due soluzioni antitetiche tra loro: a) venivano ad integrare delle violazioni caratterizzate da una generalizzata (anche se non totale) minore gravit , dotate di minore rigore nei criteri di imputazione soggettiva, ma pur sempre ricostruite intorno ad un fatto tipico e tassativo: in sostanza si tratta delle attuali contravvenzioni; b) oppure, al contrario, esse subivano un percorso inverso, si snaturavano, finivano per identificare non piø un fatto concreto, ma esclusivamente uno status del soggetto, un atteggiamento personale, un modo di vivere. In altre parole divenivano, alternativamente, occasione per l applicazione di vere e proprie pene del sospetto, fondate su dati inevitabilmente discrezionali, non tipicizzabili, evanescenti; oppure provvedimenti tesi a prevenire il pericolo di commissione di reati ( pericolo connesso, spesso in via presuntiva, a quelle situazioni soggettive). Entrambi questi modelli hanno avuto realizzazione: le norme che regolano il commercio troveranno costantemente cittadinanza nelle leggi e nei regolamenti di P.S., attraverso la previsione di violazioni indicate tassativamente, e ricostruite nei loro elementi tipici fondamentali; in materia di oziosi e vagabondi si imporr , invece, la soluzione opposta, con la progressiva elusione delle garanzie giurisdizionali, in un sistema che esaltava il valore del sospetto, ed apriva la strada ad ulteriori, inquietanti meccanismi preventivi verso le diverse forme di marginalit e contro gli oppositori politici del sistema. Anche questo secondo modello si Ł storicamente imposto ma ci non significa che Carrara avesse in mente una soluzione di tal genere. Al contrario, sembra sostenibile che per il Carrara tutte le violazioni di polizia, chiamate trasgressioni o, talora, contravvenzioni ( e quindi anche quelle relative agli oziosi ed ai vagabondi) dovessero essere ricostruite intorno ad un fatto tassativamente indicato. Non si pu prevedere alcuna limitazione della libert solo perchØ un certo status personale fa ritenere possibile o probabile la commissione di un reato nØ Ø legittimo il ricorso a pene di sospetto. Tutto ci per dire e dimostrare che il disagio nei confronti delle misure di prevenzione ha avuto origine sin dalla loro prima comparsa sulla scena penalistica. Il progressivo consolidarsi di misure 25 F. CARRARA, Programma, cit., p. 48 26 D. PETRINI, La prevenzione inutile, p. 27, nota 44 che richiama F. CARRARA, Programma, cit., 132, nota 1 (il corsivo Ł aggiunto). 27 D. PETRINI, La prevenzione inutile, p.28.
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Le misure di prevenzione: microsistema giuridico penale connotato da perenne emergenza

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Informazioni tesi

  Autore: Francesco Iovino
  Tipo: Diploma di Laurea
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: LMG01 Laurea magistrale in giurisprudenza
  Relatore: Sergio Moccia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 325

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Parole chiave

corte e.d.u
excursus storico
misure di prevenzione
misure di prevenzione sport
misure patrimoniali
misure personali
pacchetto sicurezza 2008
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