''Il Male Oscuro'' di Giuseppe Berto

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1 Introduzione << Il racconto è dolore, ma anche il silenzio è dolore >>, avvertono, solenni, le parole di Eschilo incise in apertura. Incatenato come il Prometeo, tormentato dall’incessante logorio a cui condanna l’esperienza stessa del vivere, Berto ripercorre le tappe della sua malattia, in grado di attaccare contemporaneamente anima e corpo e ci trascina in un de profundis di impressionante lucidità, regalandoci il reperto anamnestico ed autobiografico di una nevrosi devastante. Ne Il male oscuro i pensieri si accavallano e piano si distendono scorrendo dalla mente fino alla penna che poco prima riposava accanto al foglio bianco. La mente ancora vacilla ma il disegno è già lucidamente formato ed è ora di portarlo a compimento. Un male senza nome. Un male oscuro che cresce senza accorgertene e quando esplode non puoi più far nulla. Puoi attendere che passi, ma fino a quel tempo le idee si affollano sempre più pressanti, il cuore ti duole, l’ansia è padrona di te e del tuo dolore, quello vero, ti rende prigioniero di una vita che non vorresti vivere. Un male insito nell’uomo che è pronto a sfociare in modo infido e crudele. Un male che si è sparso come un’epidemia in contrapposizione con il sempre più diffuso benessere economico, segno che l’uomo inizia a guardare dentro di sé e non è capace di conservare la sua serenità a lungo.

Anteprima della Tesi di Paolo Romano

Anteprima della tesi: ''Il Male Oscuro'' di Giuseppe Berto, Pagina 1

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze dell'Educazione

Autore: Paolo Romano Contatta »

Composta da 107 pagine.

 

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