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La tutela cautelare nel giudizio amministrativo

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IV proposta che non può essere accolta perché l‟ analogia sussiste in presenza di una lacuna del diritto, che in questo caso non vi è grazie all‟ esistenza del sistema previsto dall‟ art. 21 della legge TAR. Ma altri TAR pensano di utilizzare le ordinanze sospensive non solo che sospendono i provvedimenti impugnati ma che dettino delle regole all‟ Amministrazione sul da farsi (obblighi di facere). Con la riforma del 2000 mette in evidenza il passaggio da una tutela tipica ad una atipica, mediante l‟ introduzione dell‟ art. 700 c.p.c. nel processo amministrativo. La tutela cautelare rientra nella disposizione dell‟ art. 24 della Costituzione, trova esplicazione in esso, perché ogni limitazione che venga introdotta dal legislatore al sistema della tutela cautelare è incostituzionale perché se la tutela cautelare non è altro che proiezione dell‟ art. 24 della Costituzione, ogni minima limitazione della medesima che non sia ragionevolmente giustificata, è violativa sia della disposizione costituzionale, sia delle Convenzioni europee. Prima della riforma del 2000 si pensa che il giudice amministrativo possa somministrare una tutela cautelare presidenziale, e quindi monocratica. Nel processo amministrativo vigeva il principio della collegialità per cui la tutela monocratica non era ammessa. Tuttavia, fino al 2000, questa situazione ha creato una certa insofferenza perché vi sono casi talmente urgenti da tutelare che non possono attendere nemmeno la prima camera di consiglio, per cui con l‟ emanazione di una pronuncia del TAR Lombardia, i giudici amministrativi iniziano ad arrogarsi il potere di emanare decreti presidenziali così come fanno i giudici ordinari. La collegialità è in contrasto con i principi comunitari, ma sappiamo che nel sistema delle fonti la legge comunitaria prevale sulla ordinaria e ciò fa sì che il giudice possa disapplicare la legge (in questo caso la legge TAR) e applicare il diritto comunitario che consente di somministrare una tutela cautelare urgentissima, quindi monocratica, cioè presidenziale. Ma il Consiglio di Stato si oppone a tale orientamento, che considera tali ordinanze viziate di nullità, sostenendo anche che il giudice amministrativo si sia arrogato di un potere che non gli è consentito dalla legge. Ma il legislatore, tra il rispetto dell‟ orientamento conservatore del Consiglio di Stato e l‟ esigenza di una tutela efficiente nei confronti dei cittadini sceglie la seconda, introducendo con la riforma la possibilità di ottenere per il ricorrente una tutela monocratica presidenziale. Essa è una super tutela
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La tutela cautelare nel giudizio amministrativo

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Informazioni tesi

  Autore: Giulia Montilli
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi della Calabria
  Facoltà: Economia
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Renato Rolli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 172

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appalti
direttiva n. 2007/66/ce
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giurisdizione cautelare
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l. n. 205/2000
processo cautelare
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