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La didattica della letteratura in una classe di Italiano L2

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12 «Letteratura» e «erbaccia» sarebbero dunque due termini funzionali che ci parlano di quello che facciamo, più che dell‟essenza immutabile delle cose. Ci parlano del ruolo di un testo, o di un cardo, in un contesto sociale, del loro rapporto con l‟ambiente che li circonda, dei fini cui possono essere adibiti e del modo in cui si comportano. Scopriamo così che la letteratura è una categoria vuota, puramente formale. Per essere considerata letteratura non è necessario che una scrittura sia artistica, ma semplicemente del tipo che viene considerato artistico. In questo modo la definizione di «letteratura» quale tipo di scrittura altamente considerata dai più si dimostra accettabile. Detto ciò, però, siamo costretti ad abbandonare l‟illusione che la categoria letteratura sia oggettiva, data cioè immutabilmente e in eterno: qualunque cosa può essere letteratura come qualunque cosa ritenuta indubitabilmente letteratura può cessare di esserlo. La convinzione, dunque, che la letteratura sia qualcosa di stabile e ben definito deve dunque essere abbandonata come una chimera. “La letteratura, nel senso di opere di valore certo e inalterabile, non esiste” 6 . Forse necessitiamo un approccio differente; forse la letteratura non deve essere definita in base alla sua natura reale o immaginaria, ma in base al modo in cui il linguaggio viene utilizzato in essa. Seguendo tale ipotesi, Roman Jakobson così si esprimeva: La letteratura è un tipo di scrittura che commette una violenza organizzata ai danni del linguaggio ordinario. La letteratura trasforma e intensifica il linguaggio ordinario, devia sistematicamente dal parlare quotidiano. Struttura, ritmo, risonanza delle parole esprimono in letteratura una ridondanza rispetto al significato puro, perché, come direbbe tecnicamente un linguista, c‟è una sproporzione fra i significati e i significanti. Il linguaggio, cioè, attira l‟attenzione su se stesso, fa sfoggio del proprio essere; deforma, aliena e strania il linguaggio ordinario e sotto la pressione degli artifici letterari, quest‟ultimo viene intensificato, condensato, torto, compresso e capovolto 7 . Questa la definizione di «letteratura» proposta dai formalisti russi, gruppo militante e polemico, attivo in Russia per tutti gli anni Venti finché non venne ridotto al silenzio dallo stalinismo. Jakobson, Ejchenbaum, Tomasevskij e gli altri componenti del gruppo rigettarono il simbolismo e spostarono l‟attenzione sulla realtà materiale del testo letterario. Il lavoro letterario era un fatto materiale, con leggi, strutture e strumenti propri; non era né un veicolo di idee, né una riflessione sulla realtà sociale. Era fatto di parole, non di oggetti o sentimenti, ed era un errore vederlo come l‟espressione della mente dell‟autore. Osip Brik arrivò un giorno a dire che l‟Euge nio Onegin di Puskin sarebbe stato scritto anche se Puskin non fosse nato. Il formalismo fu essenzialmente l‟applicazione della linguistica allo studio della letteratura e dal momento che la linguistica in questione era di tipo formale, si preoccupava cioè delle strutture della lingua piuttosto che di ciò che essa voleva effettivamente dire, i formalisti trascurarono l‟analisi del contenuto letterario focalizzando la loro attenzione sulla forma letteraria. Citiamo ancora Jakobson per chiarire meglio il concetto: Oggetto della scienza della letteratura non è la letteratura ma la letterarietà, cioè ciò che di una data opera fa un‟opera letteraria. Invece finora gli storici della letteratura hanno soprattutto scimmiottato la polizia che, quando 6 EAGLETON T., Introduzione alla teoria letteraria, Editori Riuniti, Roma, 1998 e CULLER J., Teoria della letteratura, Armando Editore, Roma, 1999, p. 17. 7 JAKOBSON R., in EAGLETON T., Introduzione alla teoria letteraria, Editori Riuniti, Roma, 1998, p. 19.
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La didattica della letteratura in una classe di Italiano L2

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Informazioni tesi

  Autore: alessandra korner
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Lingue e Letterature Straniere
  Corso: Lingue e letterature moderne euroamericane
  Relatore: Cristina Bosisio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 290

FAQ

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