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Il matrimonio nel Magistero della Chiesa cattolica: dall'Arcanum divinae sapientiae (1880) alla Humanae vitae (1968)

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14 I L’insegnamento di Leone XIII: l’enciclica Arcanum divinae sapientiae Possiamo assumere come punto di partenza, per lo studio del magistero recente sul matrimonio, l’insegnamento pontificale di Leone XIII, il primo papa eletto dopo la fine del potere temporale ed il primo papa contemporaneo, tanto per motivi cronologici quanto, e soprattutto, per il suo stile pastorale 17. Papa Pecci 18 17 J. O’Riordan, Evoluzione della teologia del matrimonio, Cittadella Editrice, Assisi, 1974, p. 8. 18 Vincenzo Gioacchino Pecci nasce il 2 marzo 1810 a Carpineto Romano da una famiglia della piccola nobiltà animata da forti sentimenti religiosi. Compiuti i primi studi presso i collegi dei gesuiti di Viterbo e di Roma, nel 1832 entra nell’Accademia dei Nobili Ecclesisatici dove ha la possibilità di seguire lezioni di diplomazia, economia e lingue straniere. Contemporaneamente frequenta l’Università di Roma “La Sapienza” dove si laurea in utroque iure. Nel 1837, ricevuta l’ordinazione sacerdotale, Papa Gregorio XVI lo avvia alla carriera diplomatica inviandolo come delegato apostolico prima a Benevento e poi a Perugia. In queste esperienze egli dimostra buone qualità di amministratore e attenzione alle istanze sociali. Nel 1842 viene inviato come nunzio apostolico in Belgio, realtà non semplice da gestire dopo la rivoluzione del 1830 che aveva portato alla nascita di un sistema costituzionale ispirato alla separazione fra Stato e Chiesa ed all’affermazione della libertà di culto. Nel 1846 il neo-eletto Pio IX gli affida la sede arcivescovile di Perugia; qui Pecci rimarrà per 32 anni fino alla sua elezione a pontefice nel 1878. Nella provincia umbra le correnti liberali e massoniche che appoggiano la politica piemontese sono particolarmente forti e agguerrite. Il cardinale Pecci non ha per le istanze patriottiche particolari simpatie. Egli, pur consapevole che le rivendicazioni laicali di queste correnti nascono come reazione alla cattiva e talvolta corrotta gestione dei delegati apostolici inviati dalla Segreteria di Stato del cardinale Antonelli, ritiene che il potere temporale della Chiesa sia necessario affinchè la Chiesa stessa possa svolgere liberamente la sua funzione di guida spirituale. Egli protesta vivamente contro l’introduzione nelle provincie dell’Umbria del matrimonio civile. L’atteggiamento del cardinale Pecci appare, tuttavia, contrassegnato da moderazione ed equilibrio. La sua strenua difesa dei diritti della Chiesa e la sua ferma opposizione alla laicizzazione della società non vanno interpretate come una rigida chiusura nei confronti della cultura e della società del suo tempo. Anzi, soprattutto dopo la fine del potere temporale, si coglie nella sua politica il tentativo di ricercare un punto d’incontro tra la Chiesa ed il mondo moderno. Alla morte di Pio IX
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Informazioni tesi

  Autore: Lauretta Maria Grazia De Cicco
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: AgostinoBorromeo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 344

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